Negativland*. Estetica della caccola

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“Trenta giorni ha novembre, con april, giugno e settembre… mmh  …di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno!” Sulla ineluttabilità del tempo inutile dilungarsi: non c’è rimedio! Gli anni, i lustri, i decenni, Bon Noël e Happy New Year e il quotidiano ad impellere, ad ottundere nerbo e nervi. La felicità la compri a rate, te la slacci sulla 106, la misuri tra paura di ingrassare e gozzoviglie. L’immutabilità ti attanaglia sospesa tra colli e valli di queste nostre vetuste lande, al di là dei lifting d’ordinanza, di una mano più o meno provvidenziale di belletto, delle catastrofi cui rassegnarsi improrogabilmente. Fra basole e selciato il divieto d’accesso a intervalli regolari di un centro storico in cerca d’un assestamento già preventivato, pietra su pietra, dilazione su dilazione, …jistigna, malanovi, arrassu sia! La secolare eter(e)a nenia che si sbatte notte e dì tra muri e vicoli di questo nostro tristo paese anestetizzato, abulico, senza sale, insignificante caccola sul globo terracqueo. La solita musica che si contrabbanda per novità della novità. La Cittadella che annuncia saldi a divenire, di là da pozzanghere d’asfalto e nuovi lotti da cementificare. Di ro(to)nda in ro(to)nda traffici e traffico a rilento. Depuratori a compartimenti stagni pubblico/ privato, raccolta rifiuti differenziata a catapulta, gambe all’aria tutti nella favola della Bella Addormentata: Cytinet oValle Crati a mia mi para sempri a solita nzalata! E pur se non t’importa granché su che fine abbiano fatto i Monodia, d’altra parte non t’entusiasmi nemmeno per i Gripweed o le arti marziali. “Via, via, vieni via di qui, niente più/ ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri… /via, via, neanche questo tempo grigio/…/ (Paolo Conte)” E sotto un cielo grigio che s’ammanta di carestia nell’ipocrisia più totale tutti a far contrabbando d’abbondanza: “Visignanu visignusu, senza chioviri ci sta mpusu”! La politica, o ciò che si  spaccia per tale, s’apparecchia e dispone, l’ego individuale si fa i cazzi propri e la stampa registra lo spettacolo irrilevante dell’eterna quadriglia che s’avvita su stessa in un ballo di dervisci (o)/(a)ccidentale.

No, non ti domandi più dove cazzo stiano i giovani, se in parrocchia, in ginocchi, a sbrogliare la matassa e lustrarsi la conocchia,  a fumarsi la pannocchia, a strillar da cornacchie, o sul web a digitare sc(h)ioccando chi (o cosa)? “C’è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre. /Non dovrai che restare sul ponte /e guardare le altre navi passare /le più piccole dirigile al fiume /e più grandi sanno già dove andare. (F. De André)” No, non ti domandi più se abbia ancora un senso jittari bannu o sperticarsi da fan per Beppe Grillo, e poi dissolversi non lasciando traccia senza spiegazione alcuna (vedi Bisignanesi.it) o peggio cimentandosi in sondaggi pilotati per un malaugurato aereoscalo autoctono (vedi Bisinews -Il blog-magazine migliore di Bisignano.) “E tutti importanti/ e tutti son qualcuno / un miliardo di artisti /e in fabbrica ormai nessuno /pensieri prepotenti /morali latitanti/…/ (Zen Circus)” …Dove cazzo stia tutta sta giuvinturna motivata ed acculturata chini tu ricia? Dove sta il conflitto generazionale? A farsi e ri-farsi, a spendere e spandere, a piantare chiodi o a sbattere la testa in un altrove? Ad assecondare il volere di chi ha già fallito prima? No, non ti chiedi più qual è stato e qual è il peso dei giovani nella politica e nella società bisignanese? Quanti giovani negli ultimi vent’anni hanno lasciato un‘impronta presentabile/ esportabile nel dibattito politico, sociale e culturale di questo paese, e soprattutto dov’è stato il dibattito politico, sociale e culturale in questo paese? E con la crescita dei titoli di studio nelle generazioni successive il disinteresse e l’allontanamento dalla politica partecipata a palesarsi in tutta la sua cruda e muta realtà, mentre degli ultracorpi eletti continuano a recitare la pantomima di una politica già morta e sepolta. Solo una trasmigrazione di anime candide di s(trap)untino in s(tra)puntino, in previsione di una più confortevole e definitiva sistemazione per le proprie natiche: i soliti Cairo, Fucile (o i fucili?), D’Alessandro, Bisignano (il Fernando!)… Figli e figliastri di Carmelo Lo Giudice/ Angelo Rosa, cresciuti all’ombra di arbusti troppo irrilevanti per avere la forza d’affrancarsene, la copia carbone che non si è mai consunta. Cos’abbia sperimentato di diverso e altro Sua Umiltà Umile Bisignano, al di là della gestione dell’esistente e delle redini ben ferme nelle proprie grinfie, rispetto a un Carmelo Lo Giudice non può essere certo oggetto di speculazione, anzi da sindaco facente funzione gli assomiglia addirittura, ne ha assunto le sembianze, le movenze, le mancanze.

 I bisignanesi, intanto, a dormire sonni tranquilli o almeno a far finta di. I Misasi, i Mancini d’un tempo, sostituiti di gran lena dai Trematerra, Gentile, Adamo, Pirillo, altri santi a cui votarsi nella costatazione lampante che con l’umiltà di Frate Umile ti ci stuju sulu ‘u mussu o ci metti su qualche opuscolo irrilevante da esibire invenduto da edicola in edicola. “Omertà è una parola etimologicamente incerta: pare provenga da umirtà, e sia dunque una versione succube, perversa dell’umiltà. (Barbara Spinelli, Il grande sacco dell’Italia, La Stampa.it 4/10/2009)” La società civile dove Cristo sta? Divisa per contrade in pali, quintane, sfilate allegoriche da glorificare? E quale il ruolo politico, economico, sociale, del Credito Medio Cooperativo, piuttosto che dell’azienda floralicola Papaianni e di altre realtà produttive, quasi e non. Le responsabilità chiamano in causa non solo la politica amministrativa o spacciata per tale, ma anche la Chiesa, la Scuola, le complicità e i sotterfugi d’ognuno, l’azienda municipale del Lo Giudice d’un tempo, il Gal Valle Crati di Angelo Rosa non solo dell’altro ieri, la Casa di Riposo sotto l’egida di Sua Umiltà Umile Bisignano oramai costretto ad occultare stimati e stimmati. Il tutto mentre il Pidiesse lascia il posto al Piddì, alleanza nazionale si disintegra, margherite muoiono e rispuntano in altri vivai, le feste tricolori ripercorrono altri fasti sotto altri colori, Forza Italia si autonnulla nella persona di un sindaco alla ricerca permanente di una consacrazione provinciale o regionale perché alla vanità degli uomini non si può porre argine, i comunisti ormai solo al camposanto, l’eccì dell’Udiccì nella prevedibile certezza di futuri Casini da regolare per norma o circostanza e all’occorrenza altri cavalli di Troia per/ con Rutelli, con/ per Pinco Pallino e ancora che altro? Di elezione in elezione il vaniloquio perenne e tutti allegramente a pigliare a calci in culo il futuro. “Anche la luce sembra morire/ nell’ombra incerta di un divenire /dove anche l’alba diventa sera /e i volti sembrano teschi di cera. (F. De Andrè)”

Corrado Alvaro nel libro “Quasi una vita” diceva: “Nessuna libertà esiste quando non esiste una libertà interiore dell’individuo”. Oggi, al giorno d’oggi, in queste nostre tristi lande, la libertà te la fa annusare solo Berlusconi mentre le interiora aspettano di farsi insaccati.

il chiuR.Lo.

*Neu!-Negativland – Krautrock and Avant Garde legends Neu! with their song “Negativland” from their album Neu!(1972) – http://www.youtube.com/watch?v=23HfAHSKWlk