La legalità prima di tutto

Di: AMEDEO DI TILLO
Intervento in “Legalità e libertà di stampa”

La legalità spesso viene vista come un optional.
Ed invece dovrebbe dettare le regole del nostro vivere. Siamo ormai abituati alle notizie del tg che non ci sconvolgono più di tanto, come se fossimo assuefatti a gesti non legali, alla fine del raziocinio, o semplicemente come se – per difenderci – accettiamo tutto, basti che sia a debita distanza dalla nostra vita o dalla nostra famiglia.
Ed é li che si compie il primo errore.
La legalità va rincorsa, difesa, diffusa con forza e soprattutto con coraggio.
Per chi come me – che è un esponente dell’arma dei carabinieri ed ha come principio lavorativo e di vita, la tutela della comunità – diventa una sfida, quella di promuovere la legalità anche e soprattutto presso i ragazzi, i giovani, coloro che in questa società nutrono una sorta di disprezzo verso le regole, come se non ci fosse mai un beneficio ad essere persone pulite, che rispettano il vivere senza delinquere.
Spesso la legalità é stata lontana dei giovani, dalle istituzioni, che non hanno mai promosso abbastanza progetti che potessero avvicinare gli studenti, in fase di crescita all’idea che alcuni comportamenti possano essere
deleteri per se stessi e per gli altri.
Così, l’illegalità minorile é cresciuta in maniera esponenziale e si fa sempre più fatica a seminare “il giusto” e la consapevolezza che solo rispettando le regole, si potrà avere una società migliore.
Rubare, delinquere, soggiogare, zittire inculcando il terrore.
Questo quello che che vedo e che combatto ogni giorno.
Ma l’illegalità vige anche in piani alti, dietro porte troppo chiuse per poter essere smascherata.
E allora tocca lavorare il doppio e ancor meglio, affinché la gente sappia riconoscere ed eventualmente stare lontana da ciò che é losco e indegno della parola società o “bene comune”.
Proprio per questi motivi, ho scelto di dedicarmi anima e corpo ad un progetto sportivo che potesse raccogliere quando più consenso possibile fra i giovani, che li motivasse a trovare il proprio spazio in qualcosa di pulito, che mettesse alla prova il proprio talento, idee nuove, capacità, lealtà e un pizzico di agonismo.
Lo sport da sempre é a difesa della legalità e spesso proprio questo tipo di iniziative tiene lontani i ragazzi dall’ozio e quindi dalla voglia di avere qualcosa di facile attraverso la spregiudicatezza di una bravata che poi si trasforma in atto illegale.
E allora ogni giorno, bisognerebbe essere in prima fila, a testa alta a cambiare la mentalità di un popolo che con cadenza giornaliera commettere atti illegali.
E non si pensi solo al traffico di stupefacenti, alla prostituzione, all’omertà.
Si pensi a tutti questi piccoli gesti, che ormai passano come normali, ma che normali e “legali” non solo.
Si pensi a quando si parcheggia in seconda fila, a quando si riga una macchina e poi si scappa via, a quando s’imbrattano i muri con frasi oscene, a quando si guida con il cellulare all’orecchio, a quando ci si assenta dal lavoro senza giusta causa, a quando evadiamo le tasse, o chiediamo o concediamo favori personali calpestando i diritti di tutti.
Questa é illegalità e tutto questo andrebbe estirpato, una vota per tutte.
E non credo a chi dice che nulla cambierà mai.
Perché se ognuno facesse il suo, denunciando, promuovendo attività e comportamenti legali e sopratutto smettesse di far finta di “non vedere” o “non sentire”, si avvierebbe una macchina quasi perfetta della quale essere fieri.
La nostra terra é deturpata.
E dico nostra perché ci vivo, ci lavoro, qui sono nati i miei figli e su questo territorio ogni giorno faccio bene il mio lavoro di carabiniere e di cittadino.
Eppure qui, ancora l’omertà, il “non so nulla” vive come regola di vita. Qui, ancora, i giovani pensano che delinquere, sia il futuro, perché altro non riescono a vederlo o o forse siamo noi, che un futuro non sappiamo
raccontarglielo.
Anche l’arrivo massiccio di stranieri, ha contribuito in parte a spostare l’attenzione da ciò che dovrebbe funzionare a ciò che invece ancora regna indisturbato.
Forse accade che ancora oggi, l’illegalità, la condotta criminale in tutte le sue forme, non viene giudicata secondo giustizia, e non viene equamente punita.
Ma non spetta a noi imputare pene, ma spetta a noi tutti provare a contrastare l’illegalità, raccontandola anche, come stiamo facendo oggi e domandandoci se siamo sempre stati capaci di promuoverla, questa legalità che non é
un’utopia ma l’unico mezzo per arrivare ad una società civile e che possa essere un terreno fertile nel quale piantare un futuro.
Basta dunque, far finta di non vedere e non sentire.
Basta pensare che tanto ci sono le forze dell’ordine che se ne occupano.
Attivarsi significa avere idee…idee chiare, avere progetti, programmi, e voglia di cambiare le cose.
Incominciando proprio dai giovani, sradicando le false convinzioni e promuovendo e stimolando il talento che c’è, anche se a volte resta sepolto sotto una coltre di indifferenza.
E allora, cari amici, se tutti in prima persona al mattino ci alziamo e facciamo il nostro dovere, e mettendo in campo idee e coraggio forse la parola “legalità” riscoprirà un nuovo lustro e avrà una forza che sarà senza
confini.

Amedeo Di Tillo

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