In Siria ai “ribelli cristiani” è riservato il seguente trattamento

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Gli islamisti uccidono e crocifiggono mentre Papa Francesco piange guardando lo spettacolo postato su twitter.

“Siate lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù”.

Fatto sta, che in Siria chiunque porta il Vangelo addosso va in carcere e se qualcuno pensa solamente di professarlo la fine che gli attende è quella della sommaria  crocefissione in piazza.

La religione Cristiana ha proprio bisogno della gioia dei martiri per autocelebrarsi nel mondo?

Le lacrime del Pontefice di Roma non serviranno a fermare il massacro dei cristiani in una terra abitata da cellule di fanatici jihadisti.

“Uccisi perché si rifiutavano di rinunciare alla loro fede”.

Un mucchio di assassini che fotografano e twittano le immagini di una crocefissione improvvisata in una pubblica piazza, eccitati come un branco di stupratori, uccidono senza pietà i “ribelli cristiani” perché si rifiutano di recitare la shahada(formula con cui i musulmani dichiarano la loro fede.