In ricordo di Enzo Siciliano

*A cura del Professor Rosalbino Turco

 

enzo-siciliano-300x150 In ricordo di Enzo Siciliano

Il 9 giugno 2006 moriva, a Roma, Enzo Siciliano. Umanista a tutto tondo, raffinato scrittore, critico letterario, appassionato di letteratura, musica, teatro, cinema, televisione.  Direttore della rivista “Nuovi Argomenti”, direttore del prestigioso Gabinetto di Viesseux di Firenze è stato negli anni 1996-1998 presidente della Rai. Bisignano, nel maggio 2008, gli intitola l’istituto d’istruzione Superiore alla presenza del figlio Francesco e di autorevoli intellettuali italiani: la prima scuola in Italia a portare il suo nome e dare memoria a uno dei maggiori rappresentanti della letteratura italiana del secondo novecento. Bisignano è la città nella quale la famiglia ha le sue radici. Il papà di Enzo Siciliano, carabiniere e antifascista, si era trasferito a Roma ma non aveva mai trascurato il rapporto con la sua terra. Muore a 54 anni quando Enzo ne aveva solo 14. I luoghi dell’infanzia e della giovinezza trascorsi in Calabria tra Bisignano e Feroleto antico, paese della madre, ispirarono a Siciliano intense pagine del nostro vivere raccolte in opere letterarie di singolare profondità. Il suo preziosissimo impegno letterario, fatto di sterminate letture e attente osservazioni dei luoghi, ha contribuito a dare memoria a uomini e donne di questa terra che hanno rischiato l’incuria nel tempo. Perfezionista, ipersensibile leggeva Fitzgerald e studiava filosofia teoretica con Ugo Spirito, ma il suo vero maestro, quello che lo portò alla notorietà nell’opera di esordio “Racconti ambigui”, fu Giorgio Bassani. Nella sua cospicua produzione letteraria, in particolare nel racconto “ Mia madre amava il mare” richiama la vita e la cultura della città di Bisignano e la sua importante storia.  Un sognatore, Enzo Siciliano, che amava la Calabria più di ogni altra cosa: «La casa è  per me molto importante, mi resta difficile spiegarne il motivo. Forse perché sono nato a Roma ma da una famiglia che veniva dalla Calabria e mi sono sempre sentito una specie di sradicato»

Rosalbino Turco

 

 

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