Il problema dei rifiuti non si placa

rifiuti_bisignano-300x225 Il problema dei rifiuti non si placa

Raccogliere la spazzatura d’ “aristocrazia” vicino i cassonetti e lasciare quella “popolare”, cumulata ai lati delle strade, soprattutto di quelle meno trafficate e più oscure: ecco uno dei tanti, incomprensibili e incontrollabili, Misteri della cittadina di Bisignano! Cosa determina tutto ciò? Negligenza? incapacità? disordine? … di certo non è affatto bello ciò che sta succedendo! Ma ancor più sgomenta l’apparente scarso interesse della popolazione al problema: solo alcuni si chiedono il perché, solo alcuni il come, solo alcuni si sforzano nella ricerca di una possibile soluzione… Come mai? Perché i più non professano parola? Perché la gente seguita, imperterrita, ad accumulare, presso quelle che sono diventate discariche ormai ambulanti ed a cielo aperto, anche lontano da casa propria, la spazzatura (ed ogni relativo tipo di rifiuto)?

Certo è che l’educazione all’ambiente dovrebbe cominciare dalle scuole inferiori: solo così si può sperare di educare il cittadino ad una buona convivenza con l’Altro – il diverso, il lontano, appunto l’altro da sé come essere in sé e per sé. Il bambino, colui che porta in potenza l’essere cittadino del domani, deve imparare a rispettare l’ambiente, con semplici mosse: non gettare le carte a terra; utilizzare poco o quasi mai oggetti in plastica come bicchieri, posate, piatti, ecc.; rispettare ogni forma di ambiente naturale… gli esempi potrebbero continuare a milioni… se poi la famiglia, la quale dovrebbe essere il primo organo di educazione per ogni bambino e ragazzo, riesce a dare il buon esempio, allora si che si gettano le basi per costruire una società migliore!

Ma allora, dov’è il problema a Bisignano? Eccolo: mancanza di educazione – troppo spesso si vedono macchine accostate ai cumuli di spazzatura per gettare ciò che non si vuole nel proprio giardino: not in my bag, dicono gli inglesi – in quei cumuli si gettano tutte le proprie speranze, le proprie voglie di lotta, di rivoluzione, di speranza… in quei cumuli ammassati viene degradata e spenta la dignità umana, la dignità di un popolo, di un paese che non ha più fiducia nelle Istituzioni e preferisce vivere al servizio delle proprie istituzioni: quelle della falsità, della omertà, dell’indifferenza!

Certo è che l’indifferenza degli enti pubblici dediti allo smaltimento dei rifiuti ormai non desta più scalpore: non una riunione, non un’assemblea per discutere del problema! (o perlomeno, al sottoscritto, non è arrivata nessuna notizia) E la raccolta differenziata? Altro sasso gettato nel putridume di uno stagno: semplicemente inefficiente! Ci sarebbe da dire che nelle zone in cui viene effettuata  ha buone capacità di riuscita: il problema è che queste zone sono una percentuale misera rispetto a tutto il resto del territorio bisignanese.

Il mio intendo, preciso, non è quello di polemizzare, di far solo “parole”, o “filosofia”… di certo le parole e la filosofia non sono mai state letali a nessuno, anzi sono sempre state usate come potente strumento critico e sociale! Denunciare: ecco la parola giusta per il mio intendo! Smuovere le coscienze: ecco il mio proposito. Creare maggiore critica: ecco il mio obbiettivo! Grazie a queste tre peculiarità si crea e si forma cultura, e solo con quest’ultima si può andare avanti e non tornare indietro: se Hitler o Mussolini avessero avuto la cultura dei loro atti, certamente le leggi razziali non sarebbero mai esistite! Bisogna andare avanti, bisogna che sempre più persone possano avere la possibilità di scrivere, di leggere, di conoscere: non bisogna chiudersi in castelli d’argento e far finta che tutto vada bene. Il tutto prende forma nel singolo, ed il singolo siamo noi, ognuno con la nostra coscienza e con le nostre idee.

Continuerò a scrivere – è la mia passione.

GIUSEPPE DONADIO

7 Commenti

  1. Carissimo Giuseppe “’U tiempu è mastru ʹe l’opera”, quindi, non preuccuparti di ciò che scrivi perchè ” ʹU lupu duvi pratica ʹun fa dannu” e ʹA lingua nun ha ossa e rumpi l’ossa.

  2. Carissimo Alberto, da quanto riesco a capire (non sono molto bravo col dialetto, tanto meno coi proverbi dialettali) il tempo darà ragione al tempo… solo che, in questo tempo di riflessione dall’uscita del mio ultimo articolo ho avuto modo di riflettere su tante cose e raggiungere alcune conclusioni:
    1) la cultura che crea criticismo fa paura!
    2) la situazione non è affatto migliorata,anzi per alcuni versi anche aumentata e peggiorata: allora se quattro parole come quelle che scrissi crearono tutto quel puteferio, anche solo “telematico”, allora si era e si è sulla strada giusta per la sconfitta dell’illegalità (utopica, ma non priva di possibilità);
    3) bisogna cominciare a formare le COSCIENZE, e il primo mezzo per farlo solo le SCUOLE e le PARROCCHIE: creare una massa di pensatori fa paura a chi vuole comandare un gregge di pecore: ci si dimentica che se le pecore cominciano a studiare ed a ragionare con la propia testa possono diventare pericolose e far passare brutti guai al lupo.

    Questa è la mia missione, e sarà dura fermarmi: la CONOSCENZA rende LIBERI – ecco cosa dobbiamo creare: una società LIBERA!!!

    • Cazzo! Vuoi creare (incrementare?) una cultura critica attraverso scuole e parrocchie? E poi sei proprio sicuro che la conoscenza rende liberi? E la tua massa di pensatori cosa dovrebbe fare e dove dovrebbe andare?

      • Rispondo per educazione e senso morale.
        Mettere in dubbio che la conoscenza rende liberi vuol dire mettere in dubbio tutto il nostro sistema scolastico, dai docenti fino agli alunni, vuol dire mettere in dubbio ogni creazione artistica, sociale e religiosa, vuol dire mettere l’uomo al servizio della bestialità e non della sua propria peculiarità: la ragione e il sentimento! Eliminiamo le scuole, eliminiamo ogni artista, eliminiamo ogni religione (non parlo di filosofia perchè è già qualcosa che ingloba tutte queste cose, quindi eliminata a prescindere): cosa rimane?? mi rispondino tutti quelli che credono che io sia un povero “illusionario” “fantasista” compagno di quei miei quattro “amici” pensatori lì… togliamo la morale, perchè coltivata dalla conoscenza.. togliamo l’anima delle persone: “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” – bazzecole, niente di più falso.. ecco il nuovo uomo, il Super Uomo che non ha bisogno della conoscenza per essere tale: mi chiedo, alla fine, a chi può interessare e soprattutto servire un uomo così…?

        • Caro Giuseppe, chi commenta il tuo articolo è probabilmente una persona che prima di te ha tentato di credere nei contenuti da te esposti ma che poi ha capito che in questo paese non vi è nulla da fare. Le domande di escherichia coli sono evidentemente provocatorie nei confronti degli ideali che tu proponi ma assolutamente non dispregiative. Anche quando dice che la scuola e la parrochia non possono incrementare assolutamente un bel nulla egli non assume mai il tono di chi sta disprezzando il tuo scrivere ma ancora una volta sconsolatamente ti domanda: “E la tua massa di pensatori cosa dovrebbe fare e dove dovrebbe andare”? Escherichia coli non diverge dal ragionamento che tu inviti diligentemente a fare (a tutti i lettori) attraverso la scrittura ma si pone dei dubbi mai risolti, magari gli stessi per i quali un giorno egli ha scritto e lottato.

          • Caro Alberto, se la situazione è questa, mi scuso pubblicamente, visto quanto detto: mi si perdoni, ma il tono e la forma di scrittura mi hanno indotto a pensare diversamente da quanto hai detto tu! Rettifico quanto detto asserendo che la speranza non deve mai morire – certo, può darsi che sul finire dei miei anni mi renderò conto che avrò combattutto contro i mulini a vento, ma, ora come ora, voglio almeno provarci! Alla fine, anche se riuscissi a migliorare una sola persona, avrò migliorato il “mondo” di quella persona: sarà sempre e comunque un successo! … … …

  3. Buon Giorno Giuseppe anche se affermi di non essere molto bravo col dialetto, tanto meno coi proverbi dialettali hai compreso benissimo il significato del mio commento. Sono in piena condivisione con quanto hai affermato, la tua missione è anche la mia: “una società Libera”. Sono contento del tuo impegno intrapreso per la realizzazione di un progetto molto arduo e ti annuncio con dolore che da questo momento in avanti ogni giorno per te diventerà una sfida se non una vera sofferenza. Un giorno probabilmente riuscirai nel tuo intendo ma quando ormai avrai speso gran parte di te. Con ciò non voglio assolutamente scoraggiarti ma soltanto dirti che potrai raggingere ogni obiettivo nel momento in cui non ti lascerai coinvolgere emotivamente, sapendo trovare un equilibrio fra battaglia sociale e salvaguardia della vita privata. Cordialmente, Alberto De Luca.

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