“Il Comune di Bisignano vive uno dei periodi più tristi della sua storia amministrativa”

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Il Comune di Bisignano vive uno dei periodi più tristi della sua storia amministrativa, democratica e politica. Si, perché la questione è soprattutto politica, in quanto con l’approssimarsi delle elezioni amministrative, c’è sempre qualcuno o qualche forza politica che, con troppa disinvoltura, dimentica le lotte democratiche e il serrato confronto politico nei confronti dell’attuale amministrazione. Ci troviamo puntualmente di fronte a una classe politica che non riesce ad essere decisiva nelle scelte proprio nel momento in cui è necessario essere concreti e decisi. Una classe politica che, purtroppo, non riesce ancora ad affrancarsi dal virus dei personalismi e dall’offuscamento politico che impedisce di essere razionale ed efficace nelle scelte. Sul piano amministrativo, ho più volte segnalato le difficoltà economiche dell’Ente e gli accorgimenti indispensabili per non andare in collasso e per avviare una gestione oculata delle spese, ma non sono stato ascoltato. Negli ultimi mesi si registra una certa attenzione da parte dei cittadini e di soggetti politici che in alcune occasioni hanno evidenziato il difficile momento finanziario che sta attraversando l’Ente, meglio tardi che mai, anche se non dimostrano di avere piena cognizione della reale gravità della situazione. Analizzando il bilancio, è evidente una situazione drammatica che verrà fuori in tutta la sua gravità a partire dal mese di settembre in poi. Ma non è solo questo il problema. Continua ancora la politica clientelare e populista che ha avuto tanta parte di responsabilità nella crisi politica-amministrativa degli ultimi dieci anni. Infatti, alcune pratiche molto discutibili nella selezione dei professionisti sono assolutamente censurabili. Coloro che – come me – hanno ancora la pazienza e l’accortezza di controllare gli atti amministrativi, si saranno certamente accorti che nulla di nuovo si sta verificando nella gestione amministrativa, soprattutto per quanto riguarda gli incarichi che vengono affidati a professionisti esterni. È sufficiente leggere le ultime determinazioni del Settore Quarto per capire che siamo di fronte alla prosecuzione di un malcostume amministrativo, di una cattiva eccezione che sta diventando regola al Comune di Bisignano. Incarichi affidati a professionisti esterni, in sfregio ai professionisti locali che meriterebbero maggiore rispetto non solo perché sono bravi tecnici, ma anche perché pagano le tasse e i tributi al nostro Comune. Nessuna rotazione negli incarichi, né pubblicizzazione dei bandi per selezionare architetti, ingegneri o altre figure professionali e per dare la possibilità a chiunque di concorrere all’assegnazione di un incarico professionale. Ma c’è di più, nel recente passato abbiamo assistito anche a tecnici esterni progettisti di opere pubbliche a cui è stato affidato anche l’incarico di assistente al Responsabile Unico del Procedimento, incarico molto discutibile, pur in presenza di figure professionali all’interno dell’Ente che hanno i requisiti professionale per essere nominati RUP. A questo punto è lecito chiedersi a cosa servono alcune figure professionali all’interno del Municipio. Tutto ciò dovrebbe far riflette le forze politiche, l’opinione pubblica e tutti gli addetti ai lavori. Coloro che si avvicinano alla politica e che voglio cambiare questo stato di cose devono perciò avere uno spiccato senso di responsabilità e avviare seriamente un processo ci cambiamento della gestione della cosa pubblica e del confronto politico che tenga conto della reale situazione politico-amministrativa, senza lasciarsi sopraffare dal virus dei personalismi e dall’offuscamento politico di cui ho parlato prima che ha il solo scopo di dividere e non certo quello di costruire percorsi coscienziosi e condivisi per il bene della città.

Francesco Fucile