Sarà un mese d’agosto importante per il mondo dell’associazionismo e per il concetto d’integrazione, sempre ben supportato dall’associazione Don Vincenzo Matrangolo. Con il Festival delle Migrazioni si punta con decisione su un evento che con i suoi ritmi, melodie e magie concorre a creare quegli spazi cerniera necessari a chiudere gli strappi sociali adoperati contro uomini e donne che cercano riparo da condizioni di vita sempre più rarefatte e dall’agire inconsapevole di un sistema globale reso sempre più discriminante.

Le tappe
Il calendario diventa particolarmente ricco, in una decina di giorni tanti angoli della Provincia Cosentina saranno toccati, partendo dalle zone montuose come nel caso di San Sosti (21 agosto), passando per: Vaccarizzo Albanese (22 agosto), Cerzeto (23 agosto), Bisignano (27 agosto), San Benedetto Ullano (28 agosto),San Basile (29 agosto) e finendo con Acquaformosa (30 agosto).
Particolarmente interessante la tappa cratense, con una serata incentrata sui temi dell’identità culturale, della memoria collettiva e dell’impegno civile. In questa occasione sarà presentato il libro Sono un arbëresh, scritto da Francesco Donnici, che attraverso la biografia di Giovanni Manoccio ripercorre l’esperienza di accoglienza e integrazione sviluppata ad Acquaformosa negli ultimi decenni. A discuterne saranno l’autore insieme all’editore Pasquale Testa, presidente di IOD, a Mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, e allo stesso Giovanni Manoccio, con i saluti istituzionali del sindaco Francesco Fucile, di Daniele Parise coordinatore del progetto Sai di Bisignano e la moderazione di Chiara Fazio.
La seconda parte della serata sarà invece dedicata al rapporto tra migrazioni e repressione, con un confronto che vedrà protagonisti Renato Curcio, presidente della casa editrice Sensibili alle Foglie, e il ricercatore e attivista Maurizio Alfano. A guidare il dibattito sarà il giornalista e attivista Claudio Dionesalvi. Dulcis in fundo, il concerto dei Sud Sound System: un esplosione di vitalità, combinando ritmi internazionali e sonorità locali, come l’uso del dialetto salentino e le ballate di pizzica e tarantella.

Parole e musica in armonia
Il Festival delle migrazioni, con i suoi temi importanti e il messaggio d’accoglienza unanime, si rivolge anche a una platea universale, che possa trovare il giusto mix ed essere sempre più partecipe verso il senso di inclusione e di speranza per il futuro. Non è un caso, inoltre, come questo Festival punti con decisione anche sulla musica, in ogni tappa ci sarà un concerto finale, con artisti e formazioni provenienti da esperienze e tradizioni differenti:
21 agosto – San Sosti: The Reggae Circus di Adriano Bono
22 agosto – Vaccarizzo Albanese: Lidiya Koiceva & Balcan Orkestra ·
23 agosto – Cerzeto: Danilo Sacco
27 agosto – Bisignano: Sud Sound System
28 agosto – San Benedetto Ullano: Mimmo Cavallaro
29 agosto – San Basile: Folkabbestia
30 agosto – Acquaformosa: Modena City Ramblers
Eventi da non perdere
Che si sia esperti del ramo, cittadini curiosi e sensibili o si voglia maggiormente approfondire, questo festival dà l’opportunità a tutti di poter costruire una propria idea senza alcun preconcetto. Al centro dei dibattiti ci saranno le attuali crisi geopolitiche, come la complessa situazione in Palestina, e questioni sociali cruciali per il Sud Italia, tra cui la lotta al caporalato agricolo e la memoria del naufragio di Cutro. Il festival offrirà inoltre l’occasione per analizzare le nuove direttive europee in materia di asilo e immigrazione, ponendo in dialogo esperti legali, accademici, amministratori locali e operatori dei progetti SAI.
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Festival delle migrazioni: quando accoglienza e integrazione fanno la differenza


