Chi su internet ferisce: Bisignano latita in informazione e comunicazione

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Avevo promesso di scrivere sul blog, nella mattinata dell’8 Maggio, e ho mantenuto quanto detto nei giorni scorsi, indipendentemente dall’esito delle amministrative. Quest’ articolo è, principalmente, una replica-sfogo personale contro le offese ricevute sui palchi durante i comizi e, se permettete, voglio dire la mia senza offendere, in quanto lo stile mi impone di fare tutto questo. L’odio verso i corrispondenti della carta stampata ha toccato spicchi di spaventosa inutilità e c’è da chiedersi cosa succederà, dal punto di vista comunicativo, in questi cinque anni. Al peggio non c’è mai fine e nessuno pretende di fare il profeta in patria, in una città che ha dimostrato tutto il suo potenziale umano e culturale soprattutto negli ultimi periodi. Bisignano è l’unica città in cui i giornalisti sono odiati. Dire odio è forse esagerato? Non penso proprio, quando c’è chi continuamente offende e chi, dall’altra parte, annuisce facendo risate beote. Qualche tempo fa abbiamo ricevuto, in maniera indiretta, due lettere di “malessere” contro il nostro operato. La prima addirittura non fu neanche inviata all’Albo dei Giornalisti, nonostante l’indicazione del mittente e fu già premeditata. Motivo scatenante: un articolo mai arrivato sulle nostre mail e che dovevamo pubblicare (forse con il pensiero). La seconda lettera fu un capolavoro e basta girare su google per trovarla. Quella inviata al Presidente della Repubblica fece cadere il paese in ridicolo, ma ancor più preoccupante fu quella sorta di omertà o menefreghismo del popolo. Rari i messaggi di solidarietà, nessuna telefonata, solo un consigliere d’opposizione si è alzato per far notare la vicenda, mentre un altro, a microfoni spenti, ma con il tono abbastanza forte, manifesta tutta la sua indignazione.

Qualcuno forse si era abituato bene in questo paese. Zero inchieste, menefreghismo, articoli scritti in base alle correnti politiche, notizie sul nulla mischiato con il niente. Poi, improvvisamente, qualcuno si prende la briga di girare in moto, di denunciare su carta problemi di varia natura, eternit, fognature, strade rotte ecc. e scoppia il putiferio. Il lassismo viene sostituito, mentre qualcuno preferisce bussare negli uffici, per evitare di fare il suo mestiere.

Intanto, ecco il mostro del giornalista. Quello che non vuole bene al suo paese perché scrive la verità. Quello che ha avuto una buona educazione e non passa il tempo a bighellonare per il Viale Roma e non ha santi o protettori alle spalle. Quello che, magari, si è laureato, prende un tesserino e fa sacrifici, anche economici, perché ha rispetto dei suoi lettori, che considera come il vero banco di prova, da cui apprendere i consigli e migliorare. Se queste poche righe in qualche altro paese sarebbero, almeno, un viatico di sana costituzione, a Bisignano, nossignore, sono un guaio. E così fanno “la guerra fredda” al Municipio per bloccare il giornalista, mandando i comunicati stampa al web (controsenso…sarebbero comunicati web), per poi dire, falsamente, che la testata pubblicava solo ciò che voleva, in quanto prendevamo le mazzette dalle opposizioni, poiché eravamo amici dei “mafiosi”. Sfido pubblicamente a prendere le varie rassegne stampa: mi pare di essere stato presente anche alla manifestazione dei “Comuni Virtuosi” o ad altri eventi fatti dall’amministrazione comunale. Mi sembra anche di aver fatto uno speciale sulla storia di Sant’Umile. Un excursus del nostro santo in quattro pagine sul giornale che ho l’onore di rappresentare e il quale ringrazio per la grande fiducia e la stima mostrata in questo periodo. Non mi sembra, invece, di aver ricevuto anche un solo sms della precedente amministrazione comunale: in quel caso ho buttato fango sulla città?

Le mie uniche assenze, scusate la digressione personale, hanno avuto matrice meramente scolastica. La prima, durante una conferenza sul bilancio, quando “stacco” prima perché ho un esame: ebbene, prendo un richiamo pubblico per aver lasciato il posto quando parlava il vostro sindaco (dico vostro: io mi sono dimesso formalmente da cittadino da parecchio tempo, per i motivi precedentemente scritti). Un’altra assenza l’ho rimediata, dai fatti della vita pubblica, il 24 ottobre u.s. ma, sapete com’è, quel giorno dovevo laurearmi.

Inutile far credere alla gente una realtà che non esiste o tacere sui fatti. Dicono che siamo campioni nell’infangare la città. Ma noi abbiamo chiamato la città “schifosa”? Non mi sembra proprio. Abbiamo mai offeso qualcuno nelle colonne di un giornale? Neanche.

Queste qualità forse sono state emesse dal web nei vari commenti dei portali bisignanesi. Sono emersi anche tanti “fenomeni” che hanno continuato a offendere chi ha avuto la (s)fortuna di rappresentare Bisignano su un giornale ed hanno lanciato notizie fittizie e dettate dalla smania di protagonismo. Dicono che il web sia il futuro, e tanto di cappello, ma se la qualità diminuisce preferisco rimanere nel passato.

Su un altro fatto, consentitemi, non sono pienamente d’accordo. Il cronista, al contrario di ciò che si dice, ha, infatti, tutto il diritto di poter replicare alle offese dei politici e, se necessario, di salvaguardare i propri interessi morali. Poi Bisignano è un mondo a parte e sui palchi non viene detta proprio tutta la verità. Non si parla, ad esempio, dell’iniziativa creata insieme agli altri due colleghi sulle tribune elettorali. In poche parole, avevamo chiesto la sala del consiglio comunale per svolgere una serie di incontri in cui si sarebbero incrociati i candidati al ruolo di consigliere comunale e successivamente i tre papabili sindaci. Le domande erano otto a serata, uguali per i due sfidanti politici e con temi generali, del tipo: Signor X, quali saranno le sue iniziative per incrementare, ad esempio, il turismo?

Se gli altri due candidati non avevano posto veti a questa eventualità, l’ex e attuale sindaco ha sparato a zero sulle nostre persone. Morale della favola? La sala non è stata concessa e buonanotte ai suonatori. E chi se ne importa se si perde un’occasione di dibattito e si assecondano i capricci di una sola persona, che preferisce poi dedicarsi solo al web. In questo caso, grandi colpe vanno attribuite agli altri due candidati a sindaco che avallano tutto ciò. Per carità, chi ha promosso l’iniziativa del confronto a tre sul web ha fatto benissimo ma non utilizziamola, poi, per ributtare fango sempre sulla carta stampata.

In questo paese ti prendono in giro, anche se metti un’immagine di Enzo Biagi su un blog, perciò voglio chiudere con una sua frase, che più o meno recitava così:«I ministri cambiano, io rimango un giornalista».

Masman