Vincenzo Liguori, un esordio da autore per sensibilizzare tutti

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In questi giorni come piacevole novità apprendiamo della pubblicazione del libro di Vincenzo Liguori, dal titolo Ciò che resta è l’amore. Dottore nutrizionista e consigliere comunale, Vincenzo Liguori in questa opera racconta una vicenda personale con coraggio ma anche con la consapevolezza di come, il suo contributo, possa essere utile anche per quanti vivono momenti non facili.

Scrive con tatto e delicatezza, ovviamente senza tralasciare nulla dal punto di vista sanitario, e lo fa seguendo una traccia ben solida nel proprio volume. Il libro si legge con buona disinvoltura, sicuramente è migliore nella forma e nel contenuto di tanti presunti best seller locali, ha una sua capacità di trascinare il lettore. Perché un libro, che ci sia Stephen King, Vincenzo Liguori o quelli di Bisignanoinrete a scriverlo, deve avere una capacità: portate una persona a non volersi mai staccare dalla lettura, e il dottore ha indubbiamente questa qualità.

Per quanti vorranno potranno acquistarne copia su Amazon (https://www.amazon.it/dp/B0H66D2Z7T) o possono contattare direttamente l’autore.

Quì mettiamo un po’ il sunto di presentazione che introduce l’opera, a cura proprio di Vincenzo Liguori

Ci sono storie che iniziano nel silenzio di una stanza d’ospedale, tra il rumore sommesso di un macchinario che pulsa come un cuore artificiale e lo sguardo carico di domande di chi aspetta un verdetto.
Ci sono storie che non nascono per caso, ma perché, in un attimo, la vita decide di cambiare strada e di portarti dove non avresti mai pensato di andare.
Questo libro è una di quelle storie.
È la mia storia, ma potrebbe essere anche la tua, o quella di qualcuno che ami.
È un racconto che parla di coraggio e paura, di giorni di luce e notti di buio fitto.
Ma, soprattutto, è un racconto che parla di vita, di speranza, di dignità. Di come, anche quando pensi di non avere più forze, puoi trovare dentro di te — o dentro l’abbraccio di chi ti ama — l’energia per fare ancora un passo.
Scrivere queste pagine è stato come riavvolgere un nastro pieno di ricordi: la diagnosi, le lacrime nel parcheggio di un laboratorio, le notti di nausea e febbre, le parole non dette, i silenzi condivisi tra un ciclo di chemio e l’altro.
Ma è stato anche, e soprattutto, un atto d’amore. Un modo per dire a chi legge: Non sei solo.
In queste righe troverai verità crude e piccoli segreti di resistenza quotidiana.
Troverai consigli pratici, sì — su cosa mangiare, come nutrire il corpo e la mente, come affrontare la paura — ma troverai anche quella parte invisibile di questa battaglia: le emozioni, le fratture, la voglia di non arrendersi mai.
Ho scritto per chi combatte, per chi assiste, per chi resta e per chi, un giorno, sarà chiamato ad accettare che la vita non si misura con i giorni ma con l’amore che lasci dietro di te.
Perché una cosa l’ho imparata, più di ogni altra: puoi perdere tutto, ma non perderai mai ciò che hai donato col cuore.
Questo libro non promette miracoli. Non offre cure miracolose o formule magiche. Ma offre verità, esperienza vissuta, strumenti reali. E, sopra ogni cosa, offre un messaggio chiaro: non importa quanto buio possa diventare il cammino, finché resti accesa anche solo una scintilla di amore, non sarà mai buio del tutto.
Se leggerai queste pagine, fallo come si ascolta una confidenza di notte, a luci spente, con l’anima nuda.
Portati via ciò che ti serve. E se qualcosa ti commuove, se una frase ti resterà dentro anche quando avrai chiuso l’ultima pagina, allora saprò di aver fatto la cosa giusta.
Perché in fondo, lo capirai parola dopo parola: quel che resta, alla fine, è sempre — e solo — l’amore.