Bisignano, perché tanto silenzio?

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fucileÈ paradossale ciò che sta accadendo sul piano politico-amministrativo nel nostro Comune. Stiamo assistendo a una proliferazione di atti amministrativi firmati dal Sindaco, con il forte rischio che questi stessi atti potrebbero non avere nessuna regolarità in considerazione della sentenza con cui la Corte di Appello di Catanzaro lo scorso 5 ottobre ha rideterminata la pena di reato di concussione al Sindaco Umile Bisignano di “anni due e mesi otto di reclusione sostituendo la pena accessoria nell’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena” .

Ma la questione diventa ancora più grave sul piano politico, morale e pratico, perché a distanza di quasi un mese non è ancora dato sapere quali siano le determinazioni della Prefettura sull’eventuale sospensione del sindaco.

Eppure la legge non necessita di alcuna interpretazione. La cosiddetta “legge Severino”  fu votata alla fine del 2012 con l’obbiettivo di abbattere il livello di corruzione della politica italiana. Riguarda candidati e membri del Parlamento italiano, di quello europeo, del governo e delle istituzioni ed enti locali. Prevede tre tipi di provvedimenti : la sospensione, la decadenza e l’incandidabilità.

Non possono essere candidati, o comunque ricoprire la carica di deputato e senatore, i condannati a più di due anni di reclusione per delitti non colposi, quindi compiuti intenzionalmente, per reati punibili con almeno quattro anni. Anche a livello locale  sono incandidabili i condannati in via definitiva con una pena non inferiore a due anni. Ma per chi è già in carica ( è il caso del Sindaco di Bisignano) basta una condanna non definitiva per essere sospesi fino a un massimo di 18 mesi. Conti alla mano, il sindaco dovrebbe essere sospeso, eppure continua a firmare atti in qualità di legale rappresentante dell’Ente. È una questione che riguarda tutti, non solo chi amministra, ma anche le opposizioni, i movimenti politici, la società civile.

Siamo una comunità in cui la democrazia è sospesa, così come sospese sono le posizioni di tanti esponenti che partecipano attivamente alla vita politica, amministrativa, sociale e culturale del nostro Comune che, a tutt’oggi, non hanno preso una posizione politica chiara su quest’ultima vicenda pur riconoscendosi oppositori dell’attuale maggioranza. Un Comune disamministrato soprattutto sul piano economico-finanziario, consiglieri che non hanno il coraggio di prendere le distanze, cha stanno in silenzio. Perché tanto silenzio?

A mio avviso, non è il momento dei tatticismi, dei teoremi politici, delle alleanze di comodo e delle promesse in stile prima repubblica; la lotta politica deve essere condotta in modo trasparente sul terreno delle scelte in tema di politica amministrativa, di sana e trasparente gestione dell’ente comunale, di moralità  delle istituzioni in un Comune che si vanta di avere nella carta intestata il logo di “Comune Virtuoso”. Sento sempre più frequentemente parlare di nuova politica, e ben venga la nuova politica, ma parlare di politica senza parlare di etica, senza parlare si morale, senza “urlare” il proprio pensiero sui gravi fatti politici-amministrativi e giudiziari che stanno caratterizzando questa fase della vita politica Bisignanese, significa astrarre dall’idea della politica qualunque contenuto di valore per ridurla ad esclusivo esercizio strumentale, quasi tecnico, del potere, ad accordi pre elettorali subdoli e dannosi per la comunità amministrata.

La politica e la morale, comunque la si pensi, sono strettamente connesse.

Così come non esiste individuo che possa dirsi estraneo alla politica, alla stessa maniera non esiste discorso sulla politica che non sia anche un discorso sull’etica e sulla morale. Per cui invito tutti a fare una seria e responsabile riflessione per cambiare non solo i politici (che potrebbe essere un pretesto), ma soprattutto il modo di fare politica.

Francesco Fucile