L’Associazione Ambientalista Valle Crati chiede a gran voce la chiusura definitiva del depuratore privato

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COMUNICATO – Il Comitato civico e agricolo in lotta, costituitosi in Associazione Ambientalista Valle del Crati di Bisignano, prende atto dell’atteggiamento di chiusura e di non disponibilità al confronto, da parte del sindaco e degli amministratori di maggioranza in consiglio comunale. Un comportamento, questo,  poco rispettoso nei confronti dell’Associazione che ha più volte richiesto e sollecitato incontri finalizzati ad acquisire informazioni sulle azioni messe in atto o da mettere in atto per la

DEFINITIVA CHIUSURA DEL DEPURATORE PRIVATO gestito dalla società CONSULECO S.r.l., oggetto dell’inchiesta denominata ARSENICO da parte della Procura di Cosenza la quale, a seguito delle indagini effettuate dalla Guardia Forestale e dai Carabinieri, ha accertato lo sversamento di reflui industriali, senza alcun trattamento di depurazione e valori di sostanze inquinanti 40mila volte superiori ai limiti consentiti nelle acque del fiume Muccone causando grave inquinamento ambientale.

I componenti dell’Associazione hanno ormai capito che manca la volontà dell’amministrazione comunale di voler produrre atti utili alla revoca definitiva della Convenzione che concede alla Consuleco di operare sul territorio comunale e di procedere allo smantellamento dell’Impianto inquinante, nonostante i Decreti del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria con i quali è stata prima sospesa e poi ritirata definitivamente l’Autorizzazione Integrata Ambientale.

È grave e incomprensibile la posizione assunta dagli amministratori che invece di dare risposte certe ai cittadini preoccupati per l’ambiente e per la loro salute, si limitano a fare da spettatori delle iniziative regionali anziché essere essi stessi protagonisti di azioni decisorie e decisive nel territorio del proprio comune, quali, ad esempio, prima fra tutte, la costituzione di parte civile come parte lesa, nel procedimento penale.

Gli amministratori dovrebbero avere la determinazione e la lucidità di dire chiaramente agli avvocati difensori della Consuleco che il comune e i cittadini non devono all’azienda alcun rimborso economico, ma caso mai sono loro che devono rimborsare la comunità bisignanese per i gravi illeciti commessi e per i danni causati al nostro territorio, contravvenendo a tutti gli accordi contrattuali  e a tutti gli impegni di legalità, efficienza e rispetto della salute pubblica, stabiliti nella convenzione originaria. 

Ciò è anche quanto stabilito nell’ultimo Decreto Dirigenziale Regionale, il quale, nel revocare definitivamente la validità e l’efficacia dell’A.I.A. e nel disporre, di conseguenza, la chiusura dell’installazione,  al punto 3, dà mandato al custode giudiziario e agli organi di controllo per      “… la valutazione e l’individuazione degli interventi di messa in sicurezza e/o di ogni altra misura ritenuti idonei allo scopo con spese e oneri a totale carico del gestore.”

Intanto gli amministratori temporeggiano e se la prendono comoda per organizzare l’incontro richiesto dall’Associazione Ambientalista, mentre invece giungono notizie di strani e inopportuni incontri tra l’amministratore delegato della Consuleco  (nei confronti del quale la procura di Cosenza, per il reato accertato, ha emesso la misura cautelare di obbligo di dimora) e un  assessore, un consigliere di minoranza e un dirigente dell’ufficio tecnico del comune, nei pressi di un bar di Luzzi. Cosa si saranno detti a noi comuni mortali non è dato sapere…

Per quanto comunicato, i componenti dell’Associazione Ambientalista, invitano tutti i Movimenti,   i Partiti politici e le Associazioni presenti sul territorio e tutti i cittadini a prendere posizione e a partecipare alle successive azioni di protesta che saranno messe in atto nei prossimi giorni.

LA CITTÀ DI BISIGNANO È NOSTRA,
NON DELEGHIAMO A NESSUNO IL NOSTRO FUTURO