Abbandonate la “politica” dei rifiuti poiché l’immondizia non è il paradiso

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casolare

È meraviglioso il sole di questi giorni che avvolge la campagna bisignanese, sembra quasi di essere in maggio invece siamo appena entrati nel solstizio d’inverno. Una splendida luce invade tutto il circondario offrendo alle orecchie solamente il rumore delle macchine sulla vicina autostrada e qualche cinguettio di uccelli che irrompe nel silenzio. Una fresca brezza di tramontana sferza il viso appena ci si espone alle correnti. Dal Pollino fino a Monte Cocuzzo si apre un panorama mozzafiato che corre lungo la valle del Crati e frapposto fra le serre montuose. Un salice piangente presenta ancora qualche foglia ma la chioma di un platano risulta spoglia e con i rami tesi al cielo. Quant’è bello questo luogo purtroppo violentato dall’incuria del tempo e dalla poca attenzione al territorio da parte delle nostre precarie istituzioni. Quale impianto dell’immondizia può mai essere preferito alla ricchezza che potrebbe derivare da una politica del turismo concentrata in luoghi estemporanei come quelli appena raccontati? Territori incontaminati che non possono essere avvelenati mediante decisioni politiche scellerate, incompetenti e assolutamente prive di una programmazione di sviluppo territoriale, agricolo e turistico. Un paradiso non si può trasformarlo in un inferno, nessuno potrebbe più viverci neppure gli insetti buoni, gli animali autoctoni, i figli nostri. Non si brucia l’erba, il rosmarino, i fiori, il pino verde, i limoni, le verdure, gli ortaggi, solamente perché qualcuno ha deciso che è venuta l’ora. Uscite fuori “sedentari”della politica e camminate per le vie sterrate delle campagne bisignanesi, non restate sempre chiusi in voi stessi e negli uffici lugubri del municipio. La ricchezza che cercate è davanti ai vostri occhi già compiuta basterebbe poco a recuperare i finanziamenti europei destinati al turismo agricolo, storico, naturalistico e faunistico. Svegliatevi dal sonno e correte per i campi, respirate l’aria pura di un giorno di primavera in pieno inverno e cessate di distruggere quel poco che ci resta. Portate i vostri bambini, gli ammalati, i più deboli, in questi paradisi naturali e fategli assaporare il gusto della vita anziché costruirgli la tomba.

07/01/2014 – Alberto De Luca