A Bisignano non si voterà più la scatola chiusa. Mancano impegni precisi da parte dei candidati per riavviare il paese

votare_scatolachiusa-300x225 A Bisignano non si voterà più la scatola chiusa. Mancano impegni precisi da parte dei candidati per riavviare il paese

 Dissesto idrogeologico e rifacimento dell’intera rete stradale nelle campagne a Nord- Est  di Bisignano.
Le contrade di campagna (Fria Nord,Trentapani, Serre dei Muli, Azzarella, Coppe Malandrini, Canale e Fria Sud ) dovranno essere ricostruite per interi tratti e non soltanto rattoppate alla meno peggio con qualche camionata di ghiaia.
I lavori di messa in sicurezza delle frane del 2010 e le successive opere di rifacimento delle sedi stradali interpoderali a chi verranno affidati? A quanto ammonta la previsione di spesa prevista per la realizzazione dei suddetti lavori? I progetti per la realizzazione di quanto sopraccitato sono già pronti? Quanti chilometri di viabilità saranno sanati? Che tipo di materiali verranno impiegati? Esiste veramente la copertura finanziaria? Soprattutto c’è la concreta volontà di realizzare le opere richieste da parte della politica locale in quei luoghi, a oggi,  privi di una viabilità sicura ?
Fatto è che in tutti i comizi di piazza avvenuti nei giorni scorsi nessuno ha approfondito i suddetti argomenti tranne l’eccezione di qualcuno, il quale mostra in pubblico un foglio di carta, sul quale dovrebbe esserci appuntata una promessa di cinquecentomila euro destinati soltanto alla direttrice di Fria Nord, quest’ultimi lavori previsti da un progettino che circola nelle case degli elettori da alcuni giorni. Per il resto soltanto una miriade di parole belle ma con contenuti insignificanti e soprattutto assolutamente non corroborate da itinerari progettuali realistici. Inoltre, sempre dai pulpiti si continua a inneggiare in merito a un milionecentomila euro da destinare al Santuario, ma ancora per una volta, nessuno ha illustrato alla popolazione locale come si vorrebbe intervenire praticamente alla risoluzione del problema (dissequestro del Santuario, messa in sicurezza della collina, sulla quale sorge la struttura, rifacimento dei servizi igienici e ricostruzione parziale delle parti  lesionate a causa degli smottamenti e soprattutto i costi reali dell’opera insieme anche alle proposte per un futuro di sponsorizzazione turistico-religiosa). Assistiamo solamente a un generale clima elettorale infuocato da discussioni spesso sterili, le quali si susseguono e si rincorrono fra tutti i candidati fatta eccezione per nessuno.

Consorzio di Bonifica e cartelle esattoriali.
La problematica sollevata dall’Unione Comitati Cittadini Liberi in merito ai pagamenti per i ruoli 2010/2011 del nuovo Consorzio e per i ruoli 2005/2006 del vecchio Sibari-Crati ha caratterizzato la scena pubblica di Bisignano. Negli ultimi mesi nel comprensorio di Bonifica soprattutto nelle zone secche del territorio i contribuenti si sono ritrovati a dovere fare i ricorsi per un tributo ingiusto imposto da una la legge Regionale (11/2003) a soli fini istituzionali.
Nonostante, l’impegno da parte dei cittadini, degli agricoltori e dei proprietari terrieri la politica locale ha ricoperto un ruolo volutamente marginale in tutta la questione. L’amministrazione uscente ha deliberato in merito ad alcune richieste da parte del Comitato Cittadino pur tuttavia senza assolvere integralmente alle richieste del gruppo. A oggi, durante i comizi di piazza nessuno ha prodotto un intervento in merito alla spinosa questione. Soltanto uno dei candidati ha citato l’importanza dei Comitati ma senza mai proporre una soluzione definitiva al problema anche in vista di una raccolta imminente di cinquemila firme. Inoltre, c’è da dire che una lista in corsa al Comune è appoggiata direttamente dal voto di chi in questo momento rappresenta gli interessi del Consorzio di Bonifica, mentre un’altra lista ha aperto la campagna elettorale con la presenza pubblica dell’On. Trematerra Michele, il quale nonostante i continui inviti a rivedere la legislazione Regionale e a trovare una soluzione al pagamento ingiusto nelle zone secche (cioè non servite dall’opera diretta del Consorzio) ha bocciato, insieme agli altri componenti  di maggioranza del Consiglio Regionale,  gli emendamenti presentati per la modifica della legge 11/2003 dall’Unione dei Comitati Cittadini Liberi, costringendo i cittadini a imporre i ricorsi a proprie spese.
Dunque, da quanto appreso dai comizi, tranne per alcune eccezioni, la suddetta problematica (la quale riguarda la maggior parte dei cittadini elettori bisignanesi) non ha trovato molto interesse nei futuri rappresentanti di governo (ogni singolo, infatti, ha interessi diversi nel merito). Per questo, restiamo incerti sui risvolti futuri (il tutto ricadrà certamente sull’economia delle famiglie anche grazie al flebile interessamento di chi ci richiede il voto).


Tassa ICI sulla prima casa e IMU sui terreni agricoli.
Il governo Monti per ovviare alla grave crisi economica nazionale ha imposto la vecchia ICI sulla prima abitazione lasciando ai Comuni la libertà di applicare ai suoi contribuenti l’aliquota minima o quella massima. Inoltre, ha previsto anche l’IMU sui terreni agricoli.
In merito a queste altre due tasse ancora una volta tutti i comizi si sono rivelati insufficienti, privi di argomentazioni e risposte concrete. Nessuno dei tre candidati a Sindaco ha preso un impegno sul difficile compito di porre un margine al fiume di soldi in uscita, che inevitabilmente riguarderà tutte le famiglie bisignanesi comprese quelle con una sola casa oppure con più immobili intestati. In un momento di difficoltà economico per l’Ente Comune nessuno dei tre candidati si espone al rischio di una presa di posizione sul calcolo dell’aliquota d’imposta rinviando il tutto a dopo il voto. (Quest’ultima scelta probabilmente assicurerà il consenso ma si potrebbe rivelare anche come una fonte di dissenso fra la gente chiamata a votare chi non sa prendere impegni concreti per il paese in totale crisi).

Poliambulatorio di Collina Castello.
Il poliambulatorio di Bisignano è stato intitolato recentemente alla memoria del Dott. Spinelli Rosario.
In nessun comizio si è minimamente accennato alle interminabili file, che caratterizzano i luoghi degli sportelli delle prenotazioni alle visite mediche (mezzi informatici obsoleti, personale spesso poco motivato o impossibilitato nel suo lavoro, insulti agli utenti vittime della fila). Inoltre, difetti del sistema di prenotazione assurdi e incomprensibili (per un ecocuore cinque o sei mesi di attesa, quando finalmente arriva il giorno della visita si scopre un errore nella richiesta fatta in tempi non sospetti dal responsabile dell’ufficio prenotazioni. Ancora, il paziente di Bisignano, il quale viene prenotato a Mendicino per un ecocuore  quando va a visita scopre che un paziente di Mendicino si reca a fare un ecocuore a Bisignano nello stesso giorno in un orario diverso. In un sistema che funziona al cittadino di Bisignano e a quello di Mendicino si potrebbe benissimo far risparmiare i soldi della benzina e altre spese inutili. Nei Comizi nessuna voce in merito (per esempio: proposte per potenziare il sistema delle visite e renderlo più efficiente tagliando i tempi di attesa) ma soltanto la discussione sterile se l’ambulatorio doveva essere intitolato a una personalità o all’altra. Ancora una volta, una politica fatta di rappresentanti poco attenti alle problematiche sociali. Che cosa si propone per i servizi al cittadino riguardanti il futuro dei diversamente abili, oppure la questione sul punto di soccorso del 118, o ancora quello di dare alla Croce Rosa l’ambulanza di cinquantamila euro e non fare nulla per riconosce a questa associazione un medico per il primo soccorso? Qualunque nuovo Sindaco fosse eletto a Bisignano dovrà sicuramente impegnarsi in queste delicate argomentazioni, potenziando quello che già esiste e quanto realizzato dall’amministrazione uscente (in una chiave naturalmente diversa sopratutto in merito al rispetto delle esigenze di tutti. Bisognosi di assistenza e chi l’assistenza la produce deve essere in regola con le normali forme legislative).

Fuga dei cervelli e ponte di comunicazione con l’Università
In Italia da un pò di tempo a questa parte si assiste al trasferimento dei laureati fuori dalla Nazione. Questo fenomeno sta divenendo inarrestabile.
In qualche comizio si è fatto riferimento alla tematica ma ancora una volta nessuno dei candidati ha esplicitato forme e contenuti idonei almeno alla soluzione locale del problema.
Fino a quando l’Università della Calabria non diventerà parte integrante della vita bisignanese nessun laureato a Bisignano avrà la certezza di realizzarsi. Per questo, il Comune di Bisignano dovrà occuparsi di costruire un stazione universitaria di entrata e uscita fra l’Ateneo di Arcavacata e la città del Sant’Umile. Soltanto questo potrà portare uno scambio culturale, sociale ed economico al nostro paese. Quando partiranno i lavori per la realizzazione di una stazione Bus di collegamento Ateneo- Bisignano? Esistono dei progetti in questa direzione? Qual’è l’impegno di spesa? Sopratutto un progetto di questa portata potrebbe essere realizzato con fondi Provinciali o aiuti Regionali e chi si dovrebbe occupare di realizzarlo se non i futuri nostri candidati? Eppure, a oggi, tutto tace. Dai palchi fanno a gara a chi ha messo in lista più giovani laureati, quest’ultimi considerati dall’amministrazione uscente fino a qualche tempo fa superflui e pericolosi in vista del cambiamento sociale (ricordiamo gli insulti ad alcuni esponenti del Comitato Cittadino delle Contrade tra l’altro pure laureati).

Gruppi musicali, compagnie teatrali emergenti, giovani artisti individuali, costretti a emigrare oppure a scomparire per la mancanza di strutture adatte alla crescita dei talenti e laboratori teatrali.
Un teatro, un museo, una sala cinematografica, un laboratorio di arti grafiche, in sintesi un centro polifunzionale ed artistico a Bisignano manca.
Durante i comizi niente di niente. Qualcuno accenna timidamente alla struttura di Collina Castello non ancora in funzione. Ai palazzi antichi come luoghi d’intrattenimento e di spettacoli, alle serenate, al palio ma tutto appare senza progettualità. Quando avremo un teatro funzionante? Chi sarà il direttore artistico? Potrebbe nascere un cinema  a Bisignano e quanto costerebbe? Potrebbe esserci una sala prove per i musicisti emergenti anzichè andare a Cosenza o Roma per esercitarsi? Una sala d’incisione pubblica? Una scuola d’arte che racchiudesse tutte queste attività insieme? Esiste un politico a Bisignano che si è seduto a un tavolo a progettare e realizzare opere del genere o quanto meno a proporle solamente (la risposta è negativa, almeno fino a oggi).
Se nessuno dei candidati non prende impegni preci significa non avere progetti precisi ma soltanto millanterie per arrivare a conquistare il Comune. Tutti i cittadini dovrebbero partecipare alla realizzazione di tali progetti costituendo l’Unione di tutti i cittadini e affiancando la politica. Soltanto una candidato ha gridato sul palco il sostegno alle associazioni ma poi in concreto mancano sempre i progetti. Allora perchè votare a scatola chiusa?

Agricoltura, artigianato, commercio e liberi professionisti.
Come si pretende di far ripartire un paese fatto di agricoltura non investendo risorse su di essa e tassando i terreni costituenti anche la macchia mediterranea(vedi legge 11/2003). Rimettere in moto l’agricoltura a partire dalla produzione agricola familiare significa consentire a quest’ultimi di sopravvivere vendendo liberamente i propri prodotti. Le ordinanze Sindacali potrebbero cambiare le cose. Un primo cittadino attento al problema consentirebbe la libera vendita dei prodotti locali fra tutti i cittadini, spingerebbe la piccola  e la grande distribuzione a comprare i prodotti locali, a impiegare la manodopera locale. Questo potrebbe valere anche per l’artigianato e per il commercio. Quando la Regione Calabria finanziò il centro commerciale a Bisignano i patti con la politica riguardavano l’impiego sopratutto di giovani disoccupati locali. Questo non accadde, infatti, molti di quei giovani inizialmente occupati oggi, si trovano a spasso e in quel centro commerciale dove non esistono nemmeno più i negozi. Inoltre, nel centro storico i negozi esistenti furono costretti a chiudere anche  per effetto della grande distribuzione appunto portando al caos la già precaria situazione occupazionale ed economica del paese. Per questi motivi bisogna indignarsi con tutti i nuovi candidati. Dove sono le proposte per una politica di sviluppo agricolo, artigiano e commerciale? Solo parole al vento caldo di quest’ultime serate d’inizio primavera. Accidenti! Quei liberi professionisti che hanno partecipato allo sviluppo di alcuni progetti nel Comune di Bisignano  e non hanno ancora avuto un centesimo con la scusa del rispetto del patto di stabilità che tipo di risposta dovranno attendersi dal candidato uscente o dai nuovi futuri rappresentanti del governo locale? Così gli autisti del bus scolastico oppure in ultimo le ditte di movimento terra. Tutte domande alle quali non si è data una risposta precisa almeno dai palchi.


Un parco per portare a spasso i bambini e gli animali domestici.
Tanta terra, tanto cemento, tantissimo acciaio e poi non esiste un parco giochi al centro della vita dei cittadini Bisignanesi.
Bambini e mamme incazzatevi tutti perchè per realizzare un parco giochi laddove esiste già un spiazzo di terra libera e non per forza edificabile con il cemento armato potrebbe benissimo nascere con un minimo d’investimento, con  annesso magari un piccolo orticello botanico, un museo di oggetti di arte povera e un recinto di animali di piccola stazza. Nemmeno una parola su quei maledetti palchi e allora carissimi bambini chiediamo ai nostri genitori: avete un motivo valido per votare uno dei tre candidati a Sindaco del Comune di Bisignano?

01/05/2012
Alberto De Luca

2 Commenti

  1. Caro Alberto, per quanto riguarda le strade a valle e a monte, c’è già un progetto definitivo approvato in giunta e sono stati chiesti i finanziamenti alla regione.. quindi queste si faranno.
    Invece frana fria e collina sant’umile, c’è solo il preliminare e richiesta finanziamenti.
    Chiunque può visionare i progetti all’ufficio tecnico.
    le restanti problematiche l’amministrazione dovrà avere sensibilità a risolverle..

  2. Sono tutti argomenti meritevoli di attenzione, ma il Comune è un Ente amministrativo e non può certo risolvere problematiche la cui competenza è di altri!
    ASL, Regione, Provincia e MIUR (Università) operano in piena autonomia sulle loro materie di competenza. Certo l’amministrazione comunale può avanzare proposte e suggerimenti a queste istituzioni, magari proponendo di attenzionare i problemi di cui parli, ma sono convinto che la voce del cittadino, come quella del comitato per la questione tributi consorzio, sia la migliore leva per far emergere “cattive abitudini” di alcuni amministratori e “costringere” le istituzioni locali ad esprimere una loro posizione ufficiale. Insomma voglio dire che il cittadino, in forma singola o associata, deve sollecitare gli amministratori su determinate questioni facendo emergere le inconcruenze che la popolazione rileva.
    L’unione comitati cittadini liberi ha svolto e sta svolgendo una encomiabile opera per la questione “consorzio di bonifica”. Questa buona pratica va replicata anche per altre questioni di interesse collettivo.

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