L’evento sulla cicogna bianca all’istituto “Enzo Siciliano” di Bisignano è stato uno dei più apprezzati, non è un caso come sia stata una delle (poche) manifestazioni sul territorio che ha messo tutti d’accordo.
Cicogna bianca: il “Siciliano” fa festa per un patrimonio comune
Ci concentriamo maggiormente sull’argomento grazie all’intervento che Giorgio Berardi, coordinatore regionale della Lipu, ha concesso al nostro sito e che pubblichiamo qui sotto.

Tutelare una specie significa in innanzitutto, tutelare il suo habitat trofico. Cioè l’ambiente naturale che fornisce a una determinata specie, le risorse alimentari necessarie per la sua sopravvivenza e riproduzione.
La Cicogna bianca è legata agli ambienti agricoli di pianura, caratterizzati da agricoltura tradizionale, con prati e alberi sparsi, canali irrigui, pascoli e zone umide.
Per queste sue caratteristiche viene definita specie sinantropica, cioè legata all’attività dell’uomo. Il termine deriva dal greco «insieme all’uomo».
Cicogna bianca: una specie “vulnerabile”
Specie di interesse comunitario (All.1 Direttiva 2009/147/CEE – Uccelli) la cui conservazione richiede apposite e necessarie misure di conservazione.
La Cicogna bianca in Italia ha uno stato di conservazione inadeguato, a causa di una popolazione ancora non sufficientemente ampia a livello nazionale.
La popolazione italiana conta 320-330 coppie e il trend appare in aumento negli ultimi decenni.

Le popolazioni selvatiche attualmente presenti però, non sono ancora sufficientemente grandi da assicurare persistenza a lungo termine.
Alimentazione:
Cattura prede diverse, a seconda della disponibilità quali insetti, vermi, lombrichi, molluschi, anfibi ma anche pesci, e rettili.
La Cicogna bianca è dunque un predatore, proteggere questa specie e il suo areale, vuol dire garantisce la salvaguardia di molti altri animali e piante che condividono il suo stesso habitat, è il classico caso di una specie ombrello.
Proteggere questa specie vuol dire proteggere automaticamente, l’intero ecosistema.
Indicatore biologico: o bioindicatore, cioè una specie usata per valutare la qualità di un determinato ambiente naturale.
Progetto Cicogna bianca Calabria:
Il progetto “Cicogna bianca Calabria” nasce nel 2003 e si concretizza in seguito alla prima nidificazione di Cicogna bianca avvenuta spontaneamente nel 2002 nell’area valliva del comune di Luzzi, alle porte dell’area urbana di Cosenza, con l’obbiettivo di favorire il ritorno e la nidificazione della Cicogna bianca in Calabria, una specie assente dal nostro Paese dal XVI secolo.

L’installazione delle piattaforme artificiali rappresenta l’intervento più importante del progetto.
Le suddette strutture vengono realizzate in economia a partire da bobine Enel dismesse: vengono smontate per poterne ricavare le flange esterne, ovvero le basi circolari.
Sulla circonferenza esterna della flangia vengono praticati degli incavi per potervi fissare in maniera più stabile a vite delle asticelle in legno per contenere il futuro nido.
La fase successiva è l’installazione delle piattaforme sui tralicci elettrici.
A questo punto la “casa” è pronta sarà poi la cicogna a completare l’opera.
Principali azioni prioritarie di la conservazione:
- Promuovere la conservazione degli ambienti agricoli tradizionali, dei pascoli e delle aree umide;
- Mettere a punto programmi di ricerca finalizzati alla definizione di interventi di conservazione della specie;
- Realizzare in Valle Crati insieme alle associazioni di categoria agricola, un distretto biologico di qualità, magari di tipo consortile, guidato dai dipartimenti regionali preposti, con la collaborazione della provincia e dei comuni interessati dal progetto.


