Rende: Zona industriale, quanti problemi…

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RENDE Zona industriale, che problemi. Con molte lamentele sullo stato di uno degli agglomerati più importanti della Calabria, a Rende gli imprenditori sono stanchi di tutte le difficoltà quotidiane per affrontare il loro lavoro. Tra essi c’è Eugenio Aceto, che anche da membro di Fratelli d’Italia, lancia l’allarme sulla zona. «Girare nell’area industriale di Rende – secondo Aceto – mette tanta ansia e tanta angoscia. Come si può pensare che ci sia chi possa venire ad investire in un territorio che manca in cose primarie? Basta muoversi con le macchine e capire che la situazione è ben più grave partendo da cose basilari, come la messa in sicurezza di alcune strade rischiose per la circolazione dei veicoli, poiché se qualcuno decidesse di avventurarsi nell’area industriale, dovrebbe prima imparare a guidare un fuoristrada o peggio ancora dovrebbe portarsi i braccioli in auto». Situazione, dunque, di massima allerta sulla zona, partendo da pratici esempi che dimostrano il problema:«È impensabile che ci siano dei corsi d’acqua non indicati e, peggio ancora, in prossimità di traverse importanti che sono state già segnalate per diverse cadute di auto che si sono ritrovate con ingenti danni. A Rende, invece, si pensa solo alla riscossione. Non sono necessarie grandi opere edilizie o urbanistiche per risolvere alcuni banali problemi, basta solo averne voglia e non rimanere nascosti nel silenzio che ormai è diventato assordante». Malesseri, quindi, da risolvere al più presto. In vista della campagna elettorale, se Aceto avrà il suo punto forte nella battaglia per migliorare la zona industriale, il partito di Fratelli d’Italia vuole il salto di qualità per il Comune rendese:«La posizione da cui partirà la nostra linea elettorale, come Fdi – il proposito di Aceto – è di una rinascita del territorio, facendo rinascere il ceto medio, quello che ormai sembra defunto. Basta, infatti, a liste che non vogliono schierarsi dietro ad un simbolo, che utilizzano il nome di lista civica posizionandosi, invece, apertamente a sinistra, solo per accogliere nomi provenienti dai più strani movimenti e giochi politici. Ragion per cui, siamo aperti al vero dialogo con le forze politiche della nostra area, pronti ad intavolare aperte e democratiche trattative».
Massimo Maneggio

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