Zero cani in canile, il progetto trova radici ad Acri e Bisignano

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Comunicato Gaia – “ZERO CANI IN CANILE” AD ACRI E BISIGNANO AL VIA I CONTROLLI E LA MAPPATURA COME RISOLVERE, CON SERIETA’, IL PROBLEMA DEL RANDAGISMO IN CALABRIA

Acri e Bisignano, i due Comuni tra i primi a deliberare l’adesione al progetto “Zero cani in canile” ideato da Francesca Toto in Puglia e portato in Calabria dall’associazione Gaia Animali & Ambiente hanno avviato i controlli e la mappatura dei cani di proprietà e dei cani vaganti.
Sono stati effettuati 11 controlli mirati tra privati cittadini ed imprese zootecniche effettuati dalla Polizia Municipale dei rispettivi centri supportate da unità della Polizia Provinciale da personale delle Aquile Odv (Guardie Eco Zoofile di Cosenza).
Nel corso dei controlli protrattisi per tutta la mattinata sono stati anche individuati i primi cani da sottoporre all’Iter sanitario con la competente ASP e la successiva re immissione sul territorio.

Con l’avvio degli step del progetto “Zero cani in canile” si gettano le basi affinché avvenga una graduale diminuzione del randagismo attraverso azioni di prevenzione, educazione, adozioni tracciabili.
E i Comuni si impegnano, affiancati dai volontari Gaia, a intervenire con azioni di controllo e prevenzione su omessa custodia e malgoverno di animali, l’abbandono, il maltrattamento e l’uccisione di animali.
Gli assessori delegati al randagismo di Acri e Bisignano hanno espresso viva soddisfazione per la prima tornata di controlli a cui seguiranno azione bisettimanali di controllo e recupero.

“Ringraziamo le amministrazioni di Acri e Bisignano per la disponibilità e la lungimiranza. Grazie a loro si sono iniziate a porre finalmente un serio cambiamento di marcia per la gestione del randagismo ora attuiamo gli stessi step negli altri comuni aderenti al progetto si inizia finalmente a cambiare marcia partendo dalla Provincia di Cosenza e poi alla Calabria tutta, dichiara il referente della delegazione di Gaia Animali & Ambiente per la Calabria, Francesco Corrado.
“Con maggiore collaborazione tra cittadini, volontari, enti ed istituzioni, il randagismo si può sconfiggere senza ingenti spese a carico dell’Ente comunale, nel rispetto degli animali e portando molteplici vantaggi al territorio”, spiega l’ideatrice Francesca Toto