Una culla vuota a Bisignano

Letture: 4296
R&B Sport

Oggi è la vigilia, si celebra la nascita, la vita. In molti sentiamo il bisogno di celebrare questo evento storico e spirituale, che ci interpella, ci affascina, ci appartiene. In ogni angolo della terra, tutto e tutti,almeno per una notte, saranno uniti da un’unica festa.

Pochi sono gli elementi che caratterizzano questo evento, un po’ di paglia, una culla, un Bambino, una madre, un padre. Il centro focale della scena è quella culla piena, che dona senso e valore al tutto. In quel bambino si realizzano gli ideali attesi da secoli, di pace, di gioia, di amore.  Ne consegue che per far festa quella culla deve essere piena e che idealmente ognuno di noi diventa culla e grembo nello stesso tempo, perché quello che è stato generato, deve essere a sua volta generato interiormente. Il natale non è partecipazione ad un evento,ma è rendere attuale l’evento diventando noi stessi elementi di quella scena.

Ahimè quante culle saranno vuote questa sera?

Di sicuro un omicidio distrugge una potenziale culla, che nel tempo avrebbe generato, avrebbe celebrato il natale, non solo, tu che hai ucciso hai distrutto la tua di culla.

Unica differenza è che di certo la culla di chi è stato ucciso, oggi sarà d’oro, perché potrà non solo generare ma questa sera potrà in cielo aiutare Maria a cullare il bambino, nel paradiso. E noi siamo pieni di gioia per questa certezza di fede che sarà veramente Natale!

Tu assassino non potrai farlo mai, perché la tua è una culla distrutta qui e in eterno.

Avrai anche lavato quel sangue versato, ma ricordati che questa sera seduto alla tua tavola, sarai avvolto dal quel sangue, ricordati che le carezze che farai ai tuoi figli, le farai con mani insanguinate che urlano vendetta al cospetto di Dio.

Potrai anche fare l’indifferente, potrai anche non credere e pensare di essere tu stesso un dio, ma questa vita è solo un soffio a confronto di tutta una eternità.

Almeno per una volta nella vita fai veramente l’uomo, se vuoi veramente essere un padre per i tuoi figli, un fratello per i tuoi fratelli, un cittadino per il tuo paese, CONSEGNATI alla giustizia. Se vuoi invece rimanere un codardo, un dio del nascondimento, un abominio agli occhi di Dio, una vergogna del genere umano, un’orribile pagina di storia, un eroe del male, allora festeggia pure, siediti pure a tavola con la tua famiglia e guarda negli occhi i tuoi figli e i tuoi cari, ma sappi che agli uomini potrai anche mentire, ma quel Bambino che questa notte nascerà come Signore della storia e della vita, alzerà la sua mano su di te e sarà tuo giudice in eterno.

  Mario Pierfrancesco Paldino