Un Muro da non ripetere

Venticinque anni fa esatti è cambiata la storia di una città e del Mondo in maniera indelebile, indirizzando il corso della storia in una nuova direzione.

Alla fine della seconda Guerra Mondiale la Germania, principale artefice del conflitto, fu divisa in due: quella occidentale (Germania Ovest o Repubblica Federale Tedesca) ricadde sotto l’influenza americana, mentre quella orientale (Germania Est o Repubblica Democratica Tedesca) sotto l’influenza sovietica. Nasceva così la Guerra Fredda tra le due superpotenze mondiali.

Anche Berlino venne divisa in due e tanta gente scappava da Berlino Est a quella Ovest, ma questi movimenti furono bloccati dalla costruzione del Muro, edificato clamorosamente in una sola notte (12-13 Agosto 1961). 17200 uomini, fra soldati e polizia, stesero sulla frontiera 150 tonnellate di filo spinato, 5 di filo di ferro, 2 di supporti metallici e piantarono 18200 pali di cemento.

Per rendere ancor più impossibile il passaggio da una parte all’altra in quella notte che cambierà la storia sbarrarono le 193 strade a cavallo, chiusero i passaggi delle 12 linee ferroviarie e misero sotto controllo anche i pozzi d’ingresso alla rete fognaria.

All’alba gran parte del lavoro era terminata, denominando tale operazione “Operazione Rose”. A guardia del Muro piazzarono i Vopos, soldati con l’ordine di sparare su chiunque tentasse di scavalcare (saranno 138 i morti per questa ragione nel corso dei quasi trent’anni di Muro). Altri 250 sarebbero morti per incidenti, decessi durante i controlli o suicidi. Il Muro sarà lungo 43,1 km e nel 1975 verrà rinforzato con 45 mila sezioni di cemento armato alte 3,6 km.

Questo terribile clima durò per diversi decenni, anni in cui la Guerra Fredda si strinse nella modernità che avanzava e nelle difficoltà economiche dell’Urss. Tutto questo portò ad un nuovo clima, quello in cui Gorbaciov portò ad un nuovo regime, quello della perestrojka (ricostruzione) e della glasnost (trasparenza). I Vopos non sparavano più su chi scappava, sotto il Muro passavano una sessantina di tunnel e lo spirito dei tempi aveva “addolcito” i vecchi comunisti intransigenti, ormai aperti alla cultura americana. Il passaggio da una Berlino all’altra divenne sempre più facile e così la sera del 9 Novembre 1989 il portavoce della Dr Gunter Schabowski convocò una conferenza stampa per annunciare che ci non ci sarebbero più stati limiti nella concessione dei permessi d’espatrio. Leggeva da un foglio e non si accorse che la data di entrata in vigore era stata aggiunta a penna, in un certo punto mal visibile. Sicchè quando un giornalista americano gli chiese <<Da quando?>>, egli rispose senza pensarci <<Da subito.>>.

In pochi secondi si aprì una nuova era nel Mondo, con i tedeschi che si precipitarono con i picconi ad aprire brecce nel Muro. Arrivarono pian piano anche le ruspe e il Muro fu definitivamente smantellato, permettendo ai cittadini di Berlino di festeggiare ininterrrottamente fino al giorno dopo.

Sono passati venticinque anni da allora, tante cose sono cambiate e la Germania ha invertito la propria rotta e il proprio destino. In una società come la nostra, piena di Muri fatti di idee e pregiudizi, noi diciamo NO a qualsiasi forma di divisione culturale, sessuale e religiosa. Nella speranza che qualcuno capisca che dividere non serve a niente e che questo Mondo ha bisogno sempre più di unione, uguaglianza e fratellanza.

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