Un festival più “Unical” che raro – Seconda edizione del festival “Fata Morgana”

Roberti-con-Fiore Un festival più "Unical" che raro - Seconda edizione del festival “Fata Morgana”

RENDE (CS) – La “settima arte” trova il loro spazio all’Università della Calabria, con la seconda edizione del festival “Fata Morgana”. La manifestazione, svolta, presso il Piccolo Teatro dell’Unical, ha coinvolto docenti dell’ateneo ed esperti con gli studenti, che per una settimana hanno abbandonato i libri per “toccare con mano” la realtà cinematografica e tutti i suoi aspetti. Il festival, dopo una prima edizione, ha rinnovato i suoi temi, offrendo una settimana di gran qualità, con omaggi a grandi registi, anteprime di film nazionali e internazionali, lezioni di cinema, mostre fotografiche e molto altro ancora. Si registra, inoltre, la collaborazione con il “Festival dei Popoli di Firenze”, con una serie di collegamenti utili ad un proficuo scambio culturale. La rassegna ha avuto inizio con una giornata dedicata interamente al regista tedesco Wim Wenders, autore di alcuni capolavori cinematografici come “Il cielo sopra Berlino” e “Nel corso del tempo”. Il regista tedesco è diventato, inoltre, fonte di lavoro per i docenti dell’Unical, che nel corso della stessa serata hanno presentato il volume “Spazio Wenders”.

Un volume che raccoglie a caldo le impressioni provate sul set de “Il Volo”, il corto realizzato quest’estate a Badolato, rivalutata sotto gli occhi del protagonista di questo film, Salvatore Fiore. Il corto racconta sprazzi di vita reale, e in particolare il fenomeno della migrazione avvenuta nella stessa Badolato, ripopolata grazie all’approdo di culture diverse. “Il Volo” dura 18 minuti e annovera fra gli attori anche Luca Zingraretti e Ben Gazzara, segnando, inoltre, il ritorno in Italia del regista tedesco dopo “Palermo Shooting”. Interessante anche la mostra fotografica realizzata da Emilio Arnone, che ha immortalato con grande maestria le fasi principali del film, mostrando anche un lato inatteso di Wenders.
La manifestazione, comunque, giorno dopo giorno ha incuriosito e stupito gli spettatori, con una qualità di contenuti davvero da apprezzare. Difficile fare un excursus di una manifestazione proseguita anche nelle ore più impensabili della notte, in un apprezzato no-stop degno di nota. Nel corso del festival, ha destato gran curiosità quella che in molti hanno definito la “Notte del terrore”, con la proiezione dei tre film de l’Esorcista, che hanno appassionato (e impaurito) i presenti in sala. Particolarmente curioso, invece, il collegamento con Enrico Ghezzi, che tramite Skype ha divertito i presenti e tutti quelli che apprezzano la sua visione del cinema proposta a tarda notte su Rai3. Il finale del festival è stato un continuo omaggio a grandi registi come Michelangelo Antonioni, Martin Scorsese e Clint Eastwood, con il restauro di “Per qualche dollaro in più”, capolavoro di Sergio Leone. Soddisfazione, alla fine, per tutti gli organizzatori, che hanno riconfermato i buoni propositi e le qualità mostrate nella scorsa edizione.
Il direttore artistico, Bruno Roberti, che ha lavorato a stretto contatto con molti dei suoi studenti, non nasconde il suo compiacimento. <<I mass media si mescolano tra loro al punto tale che sembra esserci un’ “auto-giustificazione” dell’immagine visiva: l’immagine sembra crearsi da sola. Il cinema non fotografa il reale, ma fotografa la fotografia del reale. Il cinema – conclude Roberti – si incardina col pensiero facendone un precipitato sensoriale: si fa corporalità nella virtualità>>. (Si ringrazia, per il materiale fotografico, Francesco Farina).

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