Un esempio da non dimenticare

 

Rivedere oggi uno dei film più importanti e più belli della storia del cinema, Schindler’s List, fa partire in noi moltissime riflessioni sul valore dell’uomo in quanto essere umano e non in quanto valore economico.

Il film narra la vicenda di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale decide di comprare centinaia di ebrei come manodopera per la sua fabbrica, salvandole dai campi di concentramento e morte sicura. Inizialmente le sue azioni sono guidate dall’egoismo e dalla possibilità di avere manodopera a basso costo, ma successivamente egli comprese l’orrore che stava realizzando il regime nazista e compì le sue azioni non più per intento personale ma per porre fine a tale catena di morte. Ancora oggi le sue gesta vengono ricordate a Gerusalemme dove si trova la sua tomba. Nel 1967 fu riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni”, onorificenza concessa a tutti coloro che da non-ebrei hanno salvato almeno uno di essi durante il periodo nazista.

Oskar Schindler con il suo esempio ci mostra un modo di concepire l’altro diverso da quello che la nostra società oggi ci propone. Oggi l’uomo è giudicato unicamente in base a scale commerciali, in cui l’apparenza e il futile regnano sovrani. Siamo valutati per ciò che consumiamo, per ciò che vestiamo e per che usiamo, relegando ai margini valori fondamentali che fanno parte dell’animo umano e che troppo spesso riteniamo e vengono ritenuti, a torto, poco importanti e superflui. Una scena del film sembra proprio richiamare ciò: un’insegnante ebreo di Lettere e Filosofia, durante la composizione del ghetto in Polonia, rischia l’uccisione perchè ritenuto poco utile per il regime nazista. L’insegnante chiede allora “Da quando le discipline umanistiche sono diventate inutili?” senza trovare una risposta. Ancora oggi questo insegnante aspetta che il suo dubbio sia chiarito, poiché la società in cui ci troviamo a vivere relega la formazione dell’uomo e del suo animo ai margini, imponendo alla sua base quegli aspetti che possono dare un corrispettivo guadagno economico concreto. Non si comprende invece che bisogna operare nella direzione di una formazione morale della persona, permettendo così a tutti di comprendere che non siamo ciò che le nostra apparenze dicono, ma che l’uomo è molto di più. E’ sentimenti, è idee, è errori ma è anche e soprattutto scelte fatte con il proprio cuore, un organo che molti tendono quasi a voler nascondere in questa società sempre più in preda alla follia.

Abbiamo smarrito la socievolezza che permetteva agli uomini di crescere nel confronto e nel dialogo, mettendo al primo posto l’isolamento e l’aridità dei sentimenti. Non ci mettiamo più in discussione nella relazione io-altro prediligendo invece quei social network e quel mondo digitale che sì rende tutti più vicini ma che allo stesso rende ognuno di noi un’isola incompleta, poiché solo nell’incontro con l’altro l’uomo assume senso.

Siamo diventati egoisti e superficiali e siamo schiavi di queste apparenze che rendono ognuno di noi un valore di mercato, su cui spendere del tempo ed investire interesse. Oggi, esattamente come per Schindler, l’essere umano ha un prezzo ma non un prezzo in grado di liberarci dalla schiavitù e dal terrore, ma bensì un prezzo che ci rende ancora più schiavi, perchè basato sull’ignoranza e su sciocchi pregiudizi. Così si sceglie con chi passare il proprio tempo non più in base alla propria affinità ma in base al valore economico dell’altro, in modo da non deludere le aspettative di una società che ci vuole sempre più “in” e sempre meno fuori moda.

Il risultato di tutto ciò è la società odierna, che ogni giorno si presenta alla sua popolazione con numerosi fatti di cronaca legati alla pura follia degli individui, non più consapevoli delle proprie azioni ma preda del meccanismo sociale che ci vuole ingranaggi perfetti del sistema “nasci, consumi, crepi”.

L’esempio di Schindler deve esserci invece da monito per ribaltare questo paradigma, per comprendere come solamente l’ignoranza può portare alla mancata accettazione dell’altro per quello che è, oppure la sua scelta proprio in base a valori vuoti. Schindler non ha esitato un momento per battersi contro la sua stessa Nazione a favore di ideali di pace e di amore fraterno che riteneva basilari per potersi definire un essere umano. Dopo i primi momenti di confusione, dove gli ebrei venivano visti solamente come un mezzo per guadagnare economicamente, egli comprese la tremenda realtà dei fatti dell’Olocausto e non badò letteralmente a spese pur di salvare la vita a centinaia di persone la cui unica colpa era essere di una determinata nazionalità, di un determinato colore o in una determinata condizione fisica. Schindler è un Giusto, e in quanto giusto ha compreso l’importanza di fare del bene per il prossimo e ha speso il suo denaro per realizzare una tratta degli schiavi alla rovescia, liberando così con il suo denaro persone che ormai erano destinate alla morte. Ha fatto vivere la speranza e ha permesso di credere ancora nella possibilità di un mondo migliore in cui l’uomo si comporta realmente da uomo e non da mostro.

Pensare che l’Olocausto e le sue vicende siano lontani da noi è fortemente sbagliato, poiché oggi più che mai l’intolleranza e l’incapacità di mettersi ad ascoltare l’altro (in ogni contesto) ci fa perdere quelle caratteristiche alla base dell’umanità. Il razzismo, fenomeno beceramente ancora vivo soprattutto in mezzo alle curve e alle tifoserie negli stadi, e il pregiudizio morale sono due mali ancora non debellati e che richiedono l’impegno quotidiano di tutti per annullarli realmente. Ripescare oggi quindi la figura di Schindler è importante, soprattutto per far capire a tutti che egli non è un personaggio inventato dalla penna di uno scrittore o dal genio di un regista, ma è un uomo realmente esistito. Se lui è stato in grado di annullare il potere corrompente del denaro perchè non potremmo farlo anche noi? Perchè non potremmo finalmente ribaltare questa società che ci vuole tutti schiavi e obbedienti alla ricerca di mode e di costumi da inseguire ad ogni costo?

E’ questa la sfida odierna, una sfida da cui dipendono realmente le sorti del pianeta. Quando riusciremo a ribaltare il paradigma denaro-uomo, effettuando una rivoluzione copernicana in cui venga messo al centro l’uomo e non la disponibilità d’acquisto, realizzeremo una società migliore ed effettueremmo davvero un primo e vero passo per metterci alle spalle questa macchia nella storia dell’Umanità. Purtroppo la storia invece ci racconta che così ancora non è stato: in tutti questi anni non si sono ripetuti tali gesti solo per paura della condanna popolare che giungerebbe nei propri confronti, poiché realmente in seno a molte gente il germe dell’odio e del disprezzo nei confronti dell’altro è ancora vivo e vegeto.

Una domanda amara che mi pongo è: perchè in tredici anni di scuola pubblica non si cerca di sottolineare certe figure e di raccontarle, comprendendo che le nozioni sono futili se non trovano esempi che le possano indirizzare verso il giusto e per il verso buono? Perchè Oskar Schindler e come lui tanti altri personaggi con grandi doti umane vengono ignorati nei programmi scolastici? Non dovrebbe essere interesse della scuola quello di formare un futuro cittadino capace di divincolarsi dai pregiudizi e di dare vita ad una società giusta?

Evidentemente siamo stati ingannati, non è questo a cui punta la nostra scuola e la nostra società. Io però non voglio dimenticare questi gesti e questi esempi di vita, perchè solamente quando ognuno di noi avrà fatto sue tali idee e tali consapevolezze potremo realmente sentirci parte di un nuovo Mondo. Ma, ahimè, stiamo ancora brancolando nel buio di questi anni, fatti di solitudine, di disprezzo e di rabbia gratuita, continuando a valutarci e a valutare gli altri come banconote e come oggetti, con una propria etichetta ed un proprio prezzo.

Chiunque salva una vita salva il Mondo intero…

 

Armando Zavaglia

 

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