Un anno scolastico speciale per raccontare la vera storia dell’unità d’Italia

 Orlandino-greco-e-Raffaele-Papa-300x194 Un anno scolastico speciale per raccontare la vera storia dell’unità d’Italia

 Ai Dirigenti e Personale scolastico della Provincia di Cosenza:

E’ ripreso l’insegnamento  nelle scuole di ogni ordine e grado, e non è usuale che ricevano da parte di un movimento politico,  una qualsiasi nota, specie al di fuori di competizioni elettorali. 

Già questo, in parte spiega, le motivazioni della presente ed il senso dell’attività politica del Movimento per le Autonomie: la cura della “polis” in tutti i suoi aspetti e necessità.

Siamo fortemente impegnati per determinare la rinascita del Sud, questo è ciò che muove il nostro impegno; siamo altresì convinti che non si potrà avere uno sviluppo significativo  se non attraverso una rivoluzione culturale di ogni mente che ama, vive ed opera in questa nostra terra spesso abbandonata, umiliata ed ultimamente anche derisa.mpa_cosenza Un anno scolastico speciale per raccontare la vera storia dell’unità d’Italia

 In tutto ciò un ruolo di fondamentale importanza è rivestito dalle istituzioni scolastiche ad ogni livello. Riteniamo che un popolo senza memoria E’ un popolo senza futuro, e per molto tempo il nostro futuro, ci è stato assegnato anziché avercelo costruito.

 Tutto ciò è principalmente dovuto ad una atavica forma di fatalismo e rassegnazione, perniciosa caratteristica del  nostro popolo, che ha impedito ogni desiderio di riscatto e che, soprattutto, ha spento la speranza di un domani diverso e migliore per noi stessi e per le nostre future generazioni.

 Ma anche le condizioni territoriali ed infrastrutturali, oggettivamente carenti, nonché un generale disinteresse delle istituzioni e di una politica lontana dalle necessità reali della gente, ne hanno compromesso notevolmente lo sviluppo sociale, civile ed economico.

 Ancora oggi, l’emigrazione è fenomeno ben presente, dal piccolo borgo alla città, specie di giovani menti che fresche di apprendimento sono costretti ad abbandonare terra ed affetti per la ricerca di quel tozzo di pane, da noi sempre sudato e sofferto.

 Il popolo meridionale ha assolutamente bisogno di riappropriarsi della sua storia, quella vera, che purtroppo non è scritta nei vari testi che vengono proposti ed adottati per lo studio.

 L’anno che viene vedrà le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia; unità fatta, pagata e sofferta dalla gente del sud e divenuta ormai una questione di giustizia nazionale che non può essere ulteriormente sottaciuta da parte delle istituzioni.

 Intendiamo, quindi, sensibilizzare e sollecitare i vari organismi, affinché siano parte attiva per la conoscenza alle nuove generazioni circa la conquista ed annessione dell’intero territorio meridionale, facendo conoscere le immani tragedie verificatisi per deportazioni  e stermini, al fine di perseguire il totale impoverimento.

 Il personale docente dell’istruzione pubblica, ad ogni livello, è stato ed è pilastro fondamentale della cultura e conoscenza che svolge un ruolo delicato spesso svolto in condizioni di difficoltà e qualche volta poco riconosciuto ed apprezzato; siamo convinti che possieda la giusta sensibilità e competenza per trattare temi  fino ad ora sconosciuti alla stragrande maggioranza di scolari e studenti.

 La verità sulla nostra storia non deve far paura!

La verità libererà il nostro popolo e ne farà un popolo adulto, con la testa  alta, fiero ed orgoglioso del proprio passato e di appartenere ad una terra di gente spesso sfruttata ma laboriosa che la propria vita l’ha guadagnata e vissuta tra lacrime e sangue.

 Grazie per l’attenzione, buon lavoro a tutti e un augurio speciale ai giovani scolari e studenti che, per vostro merito,  potranno conoscere ciò che a molti di noi  la scuola non ha voluto o potuto svelare: la vera storia dell’unità d’Italia.

 Raffaele Papa   Commissario Provincia Cs
 Orlandino Greco   V. Segretario Nazionale

4 Commenti

  1. che noia..sono meridionale ma meno male che c’è stata l’Unità d’Italia! il brigantaggio esisteva già dal 1700 e cioè da prima dell’Unità d’Italia,, sotto i Borboni non c’era nè libertà nè democrazia, la Costituzione non era concessa, c’era il potere assoluto del re e l’analfabetismo dilagante. Dopo l’Unità d’Italia abbiamo avuto la scuola pubblica, le ferrovie meridionali hanno avuto uno sviluppoo e si passati dai pochi km della Napoli Portici a migliaia di km grazie alla legge speciale del 1865 e abbiamo avuto la sepaazione tra Stato e Chiesa…sotto i Borboni il Sud sarebbe rimasto fuori dalla storia moderna!

  2. Esimio Stefano probabilmente le cose sono più complesse di quando ti hanno e ci hanno insegnanto a scuola. La politica, come sempre, vuole strumentalizzare ogni cosa e il fantomatico Mpa non si sottrae certo alla cosa.
    Ti consiglio e consiglio a tutti il libro “Terroni” di Pino Aprile, ben documentato e ben scritto, che riserva molte sorprese a riguardo.

  3. quel libro”Terroni” non è documentato e non è ben scritto. E’ pieno di esagerazioni, dimentica le tante cose buone dell’Unità d’Italia e oppone al becero leghismo un altrettanto becero meridionalismo vendicativo..i Savoia non erano dei barbari, i Borboni non erano dei santi e i briganti non erano degli idealisti!! Le consiglio di leggere i libri di storici autorevolicome Sergio Romano e Ernesto Galli della Loggia…lo sa che i siciliani non potevano partecipare all’esercito borbonico? era concesso questo lusso solo ai mercenari svizzeri, ai pugliesi e ai campani…legga le atrocità compiute dai borboni in Sicilia nel 1848? Legga che fine fecero i liberali e i moderati dopo l’abrogazione della Costituzione del 1848 nel Regno delle due Sicilie da parte dei “buonissimi ” borboni….

  4. Esimio Stefano io ho molto meno certezze di lei. Rimane la complessità della cosa e l’opinabilità sul ben scritto ( malgrado i troppi refusi e la cattiva stampa dei caratteri) e ben documentato.
    Il limite di “Terroni” è che si tratta di un pamphlet di un giornalista e non uno scritto storico strictu sensu. Sergio Romano ( ex diplomatico) ed Ernesto Galli della Loggia (“ economista?”) comunque mi sembrano più editorialisti del Corsera che Storici con cattedra.
    Quando sento parlare di questione meridionale mi viene l’orticaria e il revisionismo storico m’indigna ciò non toglie che la lettura del libro in questione ha suscitato in me una serie d’interrogativi a partire dall’ovvietà che la storia non la scrivono i vinti è che a 150 anni di distanza l’Unità d’Italia mi sembra solo un’illazione o un eufemismo.

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