Tutti i strati ‘i ra Maronna del Carmelo

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Nel groviglio di strade e stradine e viuzze tutte visignanisi, può accadere di fermarti di botto con la tua bella/brutta macchina e dire: e mo’ chi fazzi, ci vulu? Non c’è stagione, dopo pioggia o temporali, in cui l’asfalto, quanni c’è, non rilevi le sue magagne di iumarelle, cedimenti, voragini. Le solite strade a colabrodo ma, forse, con un pizzico d’immaginazione, la metafora più evidente dello stato di Bisignano. Il senso civico pressoché inesistente dei bisignanesi e l‘imperitura incuria amministrativa, nonostante rappezzi e rattoppi a r’ababbulabà, hanno lasciato la situazione pressoché uguale negli anni.

Per alcuni bisignanisi u paisu si riduce a ru viali, u Castiellu, Giudecca, Santa Crucia, la Riforma e la cittadella Mediocrati ppi fari ‘a spisa! Per fortuna, Bisignano non è solo questa bolla. In una sempiterna rappresentazione (fav)olistica, autoindulgente e consolatoria. …Vuliti jiri avanti a fiere e processioni?

Oltre la tensione superficiale e l’iridescenza i margini del caos di un vasto territorio oggetto di una devastazione quasi biblica, che si è incuneata anfratto per anfratto, grazie e attraverso un sistema viario comunale, quale più fulgido esempio dell’eredità, tanto strombazzata e decantata, del sindaco Carmelo Lo Giudice. Un’eredità, a tutto tondo, di cui sbarazzarsi in fretta o da continuare a tener da conto?

Alla luce degli esiti elettorali degli ultimi anni, e della fine ingloriosa delle ultime amministrazioni, in un misto di cronaca pirandelliana e fuga nell’iperuranio, Bisignano appare come congelata in mezzo al guado, come se ancora ci fosse ‘a trumma a menar le danze e i bisignanesi fossero ancora alla disperata ricerca del Carmelo Lo Giudice degli albori, in un misto di nostalgia e venerazione inappagata e inappagabile. E non avendolo trovato nel figlio ora lo ricercano nello Spirito Santo.

Carmelo Lo Giudice ha rappresentato per molti anni la continuità, la pax sociale, la mera gestione amministrativa dell’esistente, il lassez faire. Quanto della Bisignano di oggi è frutto dell’azione politica-amministrativa e quanto della libera iniziativa individuale dei bisignanesi? Ognuno a modo suo, con i suoi guizzi e lampi ed il suo esclusivo ed invidiato tornaconto. Il comune è stata e rimane, comunque, l’unica immane minna a cui tutti tendono e vogliono aggrapparsi. Il tessuto socio-ecomico è mutato, ma certe dinamiche sono rimaste pressoché invariate nel tempo. Chi sono i nuovi padroni e quali le forze e guarentigie che mantengono all’impiedi la baracca? Il dissesto economico dell’ente comunale di chi è figlio? L’inerzia quale ruolo gioca?

Bisignano negli anni è stata incapace di svezzare una classe dirigente degna di questo nome, in grado di proiettarsi oltre i confini municipali, con delle sole eccezioni a livello provinciale e di comunità montana. Carmelo Lo Giudice per molti anni ha incarnato la figura del comunista senza macchia e senza paura, riuscendo ad abbindolare molti anche col suo voltafaccia gonfalonista. A dispetto del resto del mondo lui era rimasto il comunista inossidabile. …Quanti debitori insolventi e quanti orfani senza più neppure una balia!

Rimasta prigioniera e ostaggio delle solite meccaniche divinatorie dell’urna elettorale, Bisignano non è mai cambiata.

Attori e maestranze affollano di nuovo la scena per l’ennesima replica. Il pubblico votante applaude, a cuore aperto. Nessuno a domandarsi chi muove le fila. Nessuno a guardare, da vicino, cosa bolle in pentola. Nessuna balbuzie.

Quanto dura una luna di miele?

Rosario Lombardo