Troppi rifiuti per strada. E il termovalorizzatore?

Il “disagio” che vive la città per la mancata collocazione a discarica dei rifiuti, riporta alla mente l’occasione perduta di quel termovalorizzatore che sin dal 1997 la Regione aveva ubicato a Bisignano. Due gli impianti che dovevano nascere, quello di Bisignano e quello di Gioia Tauro. Mentre a Gioia si è al raddoppio, per il nord Calabria ancora si è alla ricerca di un sito dopo che, la politica di allora e la gran parte dei cittadini lo aveva avversato. Numerosi i ricorsi e le manifestazioni per un impianto che, nello spirito, è nato per tutelare l’ambiente e che in altre parti, era stato visitato di Brescia e di Monaco di Baviera, aveva “arricchito”. Una vicenda, quella giudiziaria fra la Regione e la società Tec Termo energia Calabria spa che si è conclusa nel novembre scorso con una sentenza del Consiglio di Stato che, se applicata interamente costerà alla Calabria 45 milioni di euro. Questo anche per non avere costruito il termovalorizzatore di Bisignano come disposto dal Commissario per l’emergenza rifiuti.

Che quella del termovalorizzatore sia l’unica soluzione per uscire dall’attuale crisi è ormai opinione diffusa. I cittadini ora si vanno rendendo conto che la spazzatura che producono da qualche parte bisogna smaltirla. Per la cronaca da ieri si sta nuovamente ripulendo la città ma solo fino al 19, per un’autorizzazione temporanea concessa al Comune dopo le insistenze del sindaco.

Rino Giovinco
su: Gazzetta del Sud (del 12/01/2013)

Dm Web di De Marco Fabrizio

1 commento

  1. Il “disagio” che attualmente vive la nostra cittadina, non è sicuramente colpa della mancata realizzazione del termovalorizzatore sul nostro territorio, inoltre, non mi risulta che tra la popolazione esista quest’ opinione “diffusa” che il termovalorizzatore sia l’ unica soluzione attuabile per uscire dall’emergenza in atto. La causa reale, a mio avviso, è la mancanza di un piano strutturale regionale di gestione dei rifiuti basato sulla raccolta differenziata, il riciclo e il riuso, piano che da anni latita sui banchi del nostro Consiglio Regionale. Tale mancanza di volontà da parte dei nostri amministratori ci ha portato a anni di commissariamento, alla nascita dell’inceneritore di Gioia Tauro e d’una infinità di discariche, molte delle quali non a norma e allo spreco, da parte dell’ufficio del commissario all’emergenza rifiuti, di milioni di euro. La maggior parte di queste discariche sono gestite da società private multinazionali, così come l’inceneritore di Gioia Tauro, attualmente gestito dalla Multinazionale Francese Veolià. Recentemente l’inceneritore è stato purtroppo raddoppiato, anche a loro dire, per sopperire alla mancanza d’un impianto nella nostra zona, dunque l’idea di costruirne un altro non mi sembra al momento auspicabile. Per quanto riguarda i 45 milioni di euro che la Calabria dovrebbe pagare, vorrei che, quanti avranno la bontà di leggere queste poche righe di riflessione, facessero due conti sui costi che la Calabria dovrà immancabilmente sopportare come spesa sanitaria, per i documentati casi di mala salute successivi alla messa in opera di tali strutture e, soprattutto, per gli incalcolabili danni all’agricoltura.
    A questo punto mi chiedo: dove decidono di costruire questi termovalorizzatori inutili? Nelle pianure più fertili e produttive della regione, a quale scopo? Distruggere un’economia già precariamente in bilico, mi auguro di no. Una risposta del genere sarebbe alquanto inquietante, preferisco pensare che sia solo una distrazione da parte dei cosiddetti “tecnici”, distrazione che non deve gravare sulla nostra salute, sulle tasche degli agricoltori bisignanesi e dell’intera regione.
    Perché invece non iniziamo a pensare ad un’ impianto di compostaggio pubblico e participato? Struttura che genererebbe compost da utilizzare in agricoltura?

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