Sud e regionalismo, non facciamoci fregare ancora

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La frenesia delle regioni del nord di portare a termine l’ennesimo scippo a danno del sud si fa sempre più irruenta ed imprime una forte accelerazione, considerato il vento elettorale favorevole alla Lega che ha tolto la parola “nord” dal nome ma lo porta indelebilmente nel proprio dna.

Se sei del Sud vali di meno, è questo in estrema sintesi l’autonomia rafforzata che vogliono i leghisti e le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, le quali sognano finalmente di realizzare ciò che in altri tempi era solo una chimera ossia l’indipendenza della padania.

Del resto, il movimento della lega nord è nato per questo, per spaccare l’Italia, e ad oggi tutto ciò non è venuto meno, né negli animi nè negli atti costituenti di una forza politica che fonda la sua attività sull’eliminazione di ogni sud, brutto e sporco, e di tutto ciò che lo rappresenta.

Dall’altra parte una classe politica meridionale inetta, incapace a rappresentare i cittadini, ha tutelato negli anni quasi esclusivamente gli interessi personali, assicurando fortune e ricchezze a se stessi ed ai propri congiunti, lasciando nel baratro e senza futuro intere generazioni.

Lo Stato italiano è stato dominato da sempre dai poteri forti, da gruppi affaristici politici e finanziari che hanno manovrato e gestito i grandi partiti centralisti, che da Roma hanno elargito a piene mani là dove questi poteri si formavano ed avevano sede.

Ecco quindi strade ed autostrade, ferrovie, grandi opere pubbliche, lavori senza fine, oltre a fabbriche ed industrie per attirare manodopera ed intelligenze che in massa si sono riversate nelle aree settentrionali.

Ed al sud l’assistenza, perché con questa si vive, ma mai si diventa autonomi ed indipendenti.

Ma tutto ciò che fino ad oggi è stato realizzato con arroganza, spregiudicatezza e prepotenza, ora lo si vuol fare anche per legge dello Stato, stabilire infatti che i cittadini che vivono nell’area geografica italiana denominata meridione valgono meno di tutti gli altri e quindi non hanno diritto ad avere diritti !!!

È questo il senso vero di un regionalismo differenziato che toglie ai poveri, per dare ancora di più ai ricchil’ingordigia umana che si trasforma il provvedimento legislativo del Parlamento italiano, infischiandosene ampiamente della Costituzione Italiana che all’articolo 3 recita testualmente “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Ora è anche il momento di verificare quanto valgono i nuovi deputati meridionali e soprattutto se riescono a non farsi comprare da lobbie e consorterie, lo sapremo presto nel mentre i lupi imperversano travestiti da giusti e benefattori, ma che questa volta non troveranno agnelli.

Forza, cari concittadini meridionali, facciamo valere il nostro diritto a vivere dignitosamente, ad avere gli stessi servizi per la sanità, la scuola, la mobilità ed trasporti.

Non vogliamo prebende, semmai giustizia, lavoro per tutti ed un futuro ai nostri giovani e se c’è da combattere siamo già pronti.

Raffaele Papa
Coord. IdM Prov. di Cosenza