Subisce centinaia di attentati perchè non paga il pizzo

Ha cominciato la sua attività di imprenditore nell’edilizia a 17 anni «quando non avevo neppure la patente – dice – e la macchina me la doveva guidare un operaio». In oltre mezzo secolo di attività Vincenzo Restuccia, calabrese di Vibo, oggi settantenne, ha subito una serie interminabile di attentati. L’ultimo è dell’altra notte – un escavatore ed un’automobile incendiati – ed è il numero 101. «Non so più cosa fare – dice – e cosa dire. So soltanto che mi stanno venendo meno le forze. Se non fosse per la responsabilità di dover dare da vivere a circa 200 dipendenti, avrei già mollato». Alla domanda sul perchè ce l’abbiano tanto con lui risponde in modo disarmante: «Semplicemente perchè – dice – non ho mai chinato la testa di fronte alla tracotanza della ’ndrangheta. Non ho mai pagato, nè pagherò mai il pizzo».

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