Sempre più NORD – Lo sceneggiato della politica che non c’è

sud-229x300 Sempre più NORD - Lo sceneggiato della politica che non c'è

E le stelle stanno a guardare…, mentre impietosamente scorre  la pellicola dell’ennesima puntata telenovela politica per la serie “sempre più nord.”

Come il colpevole ritorna sul luogo del misfatto, così il Cipe si ripete ed assegna 21 miliardi di opere pubbliche infrastrutturali interamente al nord. Per il Meridione solo 240 milioni alla Puglia, pari all’ 1,14% del totale, meno che briciole!!!

L’inerme Sud, forse inconsapevolmente, assiste e subisce il continuo scippo; e le stelle continuano a guardare, a parole tutti per il sud ma nei fatti nessuno brilla se non per l’evidente assenza.
Pare che a breve dovrà essere esaminato un piano organico di opere per il Sud, vedremo, è da 150 anni che lo dicono.

Intanto, grande soddisfazione esprimono i Governatori leghisti, il viceministro Castelli, il Presidente Confindustria Veneto; alla faccia dei sudisti piagnoni, spreconi ed assistiti, i soldi dello Stato romano son più che buoni se finiscono da loro, come sempre.

I nostri astri della politica locale, regionale, nazionale;  i rappresentanti del popolo nominati dai partiti, sono in black out e nessuna luce s’intravede all’orizzonte, nessun sentiero illuminato, si rimane al buio, altro che “nuova primavera”. A settentrione ancora opere ed infrastrutture,  a mezzogiorno dissesti e distruzioni.

Sud, vaso di creta in mezzo a vasi di ferro, massima frantumazione, conseguenza della politica che non c’è   che determina  egoismi, ed  indegni accaparramenti.

Un sistema dominato da una sola legge, quella del più forte, della supremazia del potere politico ed economico ma anche di una rappresentanza leghista determinata a perseguire il benessere dei propri territori a qualsiasi costo.

 Ma nessuna disperazione, il sud è abituato a reiezioni e sfruttamento, solo consapevolezza e responsabilità; ci tocca raccogliere, mettere insieme, ricostruire e soprattutto individuare uomini capaci a caricare sulle proprie spalle i bisogni di questa terra.

È  dovere di ogni cittadino, orgogliosamente terrone, iniziare a farlo se davvero si vuole evitare la reiterata ingiustizia a nostro danno.

 Cosenza 20/11/2010                                       
Raffele Papa

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