Scuola: Anche in Calabria si ricomincia tra tagli e proteste

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Tutti o quasi sui banchi di scuola. Per i quasi otto milioni di studenti italiani le vacanze sono già
finite, o lo saranno fra pochissimi giorni. Questa mattina infatti, la campanella è suonata per gli studenti Calabresi e per quelli di altre 8 regioni.

Alle superiori parte la riforma: sei indirizzi, più matematica e lingua straniera. Il ministro Gelmini: “Giornata storica”. Ma i docenti non assunti fermano lo Stretto.

La riforma prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti), gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi scenderanno a 2 con 11 indirizzi, i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi saranno snelliti a 2 corsi e 6 indirizzi. Oltre ai nuovi corsi sono stati varati anche profondi tagli che hanno sollevato le ire degli insegnanti facendo partire nelle settimane scorse un’ondata di proteste e di scioperi.

Ieri, un migliaio di precari della scuola, sul molo delle Fs all’imbarcadero di Messina, ha bloccato il collegamento da e per Villa San Giovanni intorno alle 13, occupando tutte le invasature.

Le novita’ della riforma Gelmini al loro esordio anche in Calabria tra le perplessita’ e le preoccupazioni legate al prolungamento delle ore di lezione. ”Aspettiamo di sapere qualche altra cosa in piu’ – afferma la professoressa Bernadette Scardamaglia del liceo scientifico Siciliani di Catanzaro ma la riforma ha penalizzato i licei soprattutto per quanto riguarda alcune materie come il latino”.

”In Calabria nell’anno scolastico 2009/2010 i contratti a tempo determinato sono stati 1.370 in meno, rispetto all’anno scolastico 2008/2009, e, quindi, solo rispetto agli incarichi annuali sono stati 1.370 persone, uomini e donne, che non hanno lavorato, per una regione come la Calabria e’ stata chiusa la piu’ grande azienda regionale”. Lo sostiene Flc Cgil della Calabria. ”Per l’anno 2010/2011 e cioe’ quello che ufficialmente apre i battenti il prossimo 13 Settembre – continua la nota – i posti tagliati saranno tra docenti e ATA 2.400 e, quindi, un altro salasso in termini di occupazione e, soprattutto, in termini qualitativi rispetto all’offerta didattica”