A oltre dieci giorni dalla disastrosa esondazione del fiume Crati, il nostro territorio è ancora ferito. Le immagini dell’acqua che invade case e attività non possono essere archiviate come un fatto di cronaca ormai superato. Ci sono famiglie che non sono ancora rientrate nelle proprie abitazioni, imprese che hanno perso tutto e non riescono ancora a ripartire, e noi Comuni costretti a stanziare risorse ingenti per fronteggiare l’emergenza.
Possiamo accettare tutto, ma non che cali il silenzio.
Chiediamo con fermezza alle autorità competenti risposte chiare e tempi certi sull’erogazione dei ristori, sia per gli enti locali sia per i privati e per le attività economiche. Abbiamo accolto e gradito immensamente la solidarietà giunta da tutti i fronti ma ora servono davvero atti concreti. I nostri Comuni sono stati impegnati su tutti i fronti, assumendosi responsabilità e caricandosi di oneri straordinari pur di garantire sicurezza e primi interventi e per questo non devono essere lasciati soli.
È altrettanto inaccettabile che, oltre ai danni subiti, si debba pagare il prezzo di mancate manutenzioni, della scarsa pulizia del letto del fiume e della debolezza degli argini, circostanze più e più volte da noi segnalate.
Rivolgiamo quindi un appello forte e diretto a tutte le istituzioni sovracomunali: mantenere alta l’attenzione, garantire ristori rapidi e adeguati, sostenere concretamente famiglie e imprese. La ripartenza economica non deve essere rimandata.
Noi continueremo a stare al fianco delle nostre comunità ed in particolar modo delle famiglie e delle attività economiche colpite – senza arretrare di un passo – finché non arriveranno risposte immediate, certe e adeguate alla gravità della situazione.
I sindaci di Santa Sofia d’Epiro e Tarsia
Daniele Atanasio Sisca
Roberto Ameruso


