Sanità, il tempo è finito, gli ospedali chiudono! In Provincia di Cosenza non garantiti i livelli minimi di assistenza. Perché? Per colpa di chi?

vietato_vivere-300x109 Sanità, il tempo è finito, gli ospedali  chiudono! In Provincia di Cosenza non garantiti i livelli minimi di assistenza. Perché?  Per colpa di chi?

Riconversione equivale a soppressione, gli ospedali di confine alto Ionio e alto Tirreno secondo Scopelliti sono solo un neologismo e quindi via Trebisacce, anche Praia deve chiudere le porte alla vita e spalancarle alla morte; ospedale modello, nessun contenzioso in malasanità, personale qualificato ed elogiato da molti, conti in ordine, alta la domanda di servizi per un bacino di utenza di oltre 60.000 abitanti per non parlare del periodo estivo quando le esigenze decuplicano.

 

Nessuno fino ad ora ha spiegato il perché! Nessuna motivazione è stata data, non vi sono scusanti ad un atto ingiusto e quindi ingiustificabile frutto di arroganza e caparbietà.

 

Ben sappiamo però a chi dare la responsabilità, di certo al Commissario per la Sanità e Presidente della Regione On. Giuseppe Scopelliti; ma non solo, anche agli Assessori componenti della sua Giunta, nonché ai Consiglieri Regionali che appartengono alla maggioranza e consentono a Presidente ed Assessori di governare e decidere.

 

Ma non finisce qua, uguale responsabilità se non maggiore è delle forze politiche, in primis PDL e UDC che con il loro tacito assenso consentono a Scopelliti e company di decidere della vita e della morte dei cittadini calabresi; in stato completamente amorfo, non si esprimono, non propongono, non progettano, politicamente nell’oblio o in affiliazioni e proselitismi affaccendati.

 

Questi sono coloro che hanno il potere di decidere ed hanno deciso di attentare alla vita di tutti, togliendo arbitrariamente l’assistenza sanitaria, diritto costituzionalmente previsto ma purtroppo non garantito.

Tanto più è grave la colpa perché a fronte di determinazioni così delicate che toccano la vita di bambini, anziani, donne e uomini specie delle fasce più deboli,  non si degnano di spiegarne i motivi, né di giustificare l’intoccabilità di altre strutture fatiscenti, né di indicare valide ed alternative soluzioni.

Vi sono altri invece che pur non avendo potere decisionale, avevano la possibilità di condizionare e sollecitare ma non si sono sprecati più di tanto né stracciate le vesti, tranne tecniche e blande  difese molto di circostanza,  nessuno ha visto rappresentanti istituzionali incatenati né visibilmente provati.

Si ha più di un motivo per pensare che qualcuno possa aver avuto politiche compensazioni e assicurazioni, il territorio è stato venduto e con il tempo vedremo anche chi sarà a consumare il piatto di lenticchie.

 

Questo fino ad oggi abbiamo visto, per il prosieguo non ci aspettiamo miracolosi sconvolgimenti, anche se vorremmo tanto essere smentiti dai fatti e non dalle solite parole ed annunci.

Saremo ben lieti di chiedere scusa a tutti e dichiarare pubblicamente di aver sbagliato ad indicare colpe e responsabilità.

Aspettiamo fiduciosi, nel frattempo chiediamo alle forze politiche di opposizione presenti in Consiglio Regionale e rappresentate da n.20 Consiglieri di bloccare le attività dello stesso, quando vogliono i mezzi non mancano e chiediamo ai Sindaci di dar seguito all’invito pressante che viene dalle comunità amministrate di consegnare la fascia tricolore al Prefetto.

Se non ora, quando?

Cosenza 20/02/2012

Raffaele Papa
Coordinatore Provinciale MpA Cs

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