San Zaccaria, inaugurata edicola votiva di Sant’Umile

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Nel rione San Zaccaria, nel posto oggi chiamato “curva Faraca” e per iniziativa dei Frati Francescani e dell’Amministrazione Comunale, ieri sera durante il novenario dedicato a S. Umile, è stata inaugurata un’edicola votiva per ricordare il miracolo sul giovane Carlo Bulotta,figlio di Francesco e Agnese Zita, testimoniato da molte persone nel processo informativo sulla vita di Fra Umile e raccolto sotto il titolo di “Miraculum IV”.
Era il 1685, il santo frate era morto da 48 anni; il piccolo Carlo accidentalmente precipitò da una rupe alta “50 palmi” circa, nel quartiere di San Zaccaria di Bisignano, morendo sul colpo.
Immediatamente accorsero molte persone per prestare i primi soccorsi tra cui la madre e Aurelia Mendicina, ma, ormai, il bambino era morto; “non dava segni di vita e aveva la spuma alla bocca”, raccontano i testi.
Mentre la madre disperata stringeva tra le braccia il corpicino del figlio morto, Aurelia Mendicina, rivolgendosi verso la chiesa della Riforma, pose sulla fronte del bambino un pezzo di cordone del santo francescano che portava addosso per devozione, dicendo: “ora Fra Umile, è tempo che dimostri la tua santità”.
Immediatamente il bambino riprese vita: aprì gli occhi e chiamò la mamma (fonte: https://www.bisignanoinrete.com/bisignano-ricorda-la-santita-di-frate-umile/
Un “merito” dunque dell’attuale Sant’Umile, che sarà festeggiato nel weekend inoltre per la festa cittadina a celebrazione della sua nascita. Al secolo Luca Antonio Pirozzo, fin da giovanissimo dimostrò pietà singolare e grande amore per il Signore. A diciotto anni avvertì la vocazione alla vita religiosa, ma ne rinviò l’attuazione per nove anni, vissuti in preghiera e penitenza. Entrò quindi tra i Frati minori. Fin da giovane ebbe il dono delle estasi che dal 1613 divennero anche pubbliche e gli procurarono numerose prove e umiliazioni da parte dei superiori che volevano saggiare la verità di tali fenomeni. Fu dotato di altri insigni doni carismatici: la scienza dei cuori, la profezia, i miracoli e la scienza infusa. Analfabeta, discuteva con teologi ed esperti di Sacra Scrittura. Si distinse per lo spirito di preghiera, umiltà e obbedienza. Ancora in vita era circondato da grande fama di santità, non solo per i suoi doni straordinari, ma soprattutto per la sua virtù non comune. Fu beatificato il 24 gennaio 1882. Fu canonizzato da Giovanni Paolo II nel maggio del 2002.