Ruggero Pegna, un altro evento apprezzato dalla città

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— Alfredo Arturi —

Pegna presenta a Bisignano il libro sull’immigrazione, la fratellanza e l’amore.

Il terzo libro presentato in nemmeno due mesi di mandato. Stavolta il turno è stato di “Il cacciatore di meduse” (edito da Falco editore), romanzo di successo di Ruggero Pegna, presentato ieri 3 Agosto nella magica atmosfera del chiostro del nostro convento per il secondo appuntamento del bookcrossing “Libri in scena”.

Con la moderazione di Carlo Falco e dopo i doverosi interventi del sindaco, fresco da Montecitorio, del vice sindaco Graziano Fusaro e dell’assessore alla cultura Ornella Gallo, i quali hanno ribadito con forza che la rinascita di Bisignano debba partire dal rinascimento culturale, sono intervenuti Rita Adamo, in rappresentanza del collettivo “Le Seppie” presentando con un video al pubblico il lavoro svolto con gli immigrati a Belmonte e Michele Falco, editore di Pegna, che ha lodato in massimi termini l’amministrazione attuale definendola «un’eccezione in un deserto di cultura» e, tornando sul tema, ha definito un romanziere colui che è capace di portare gli uomini nel proprio animo. Sulla stessa scia ha concluso, ringraziando il pubblico per la grandiosa pazienza, l’autore stesso: il compito di un romanziere è quello di addentrarsi dentro l’uomo e insegnare l’empatia. Un’empatia che si dimostra naturale quando si giunge a guardare in faccia la morte, come lui stesso che a 24 ore dal matrimonio scoprì di avere solo qualche giorno ancora di vita. E’ lì che ricevette l’aiuto dell’amore e dell’amicizia. Ed è quello che vuole trasmettere: «Vedere quei barconi pieni di neri ci impedisce di vedere gli uomini che stanno sfidando la sorte. Che rischierebbe la propria vita se non per una situazione limite? Come possiamo pensare che l’umanità si fermi di fronte una barriera? Dobbiamo vedere gli uomini. Da qui la mia volontà di scrivere questo romanzo: volevo essere un bambino dell’Africa, al di là dei neri del giornale, volevo essere l’umano.» Con la sua saggezza ha concluso, a mezzanotte inoltrata, regalandoci un’ultima perla: «La sofferenza ci fa amare di più, ci unisce di più. E’ la fraternità a far comprendere meglio la sofferenza.»

Non c’è allora da stupirsi se “Il cacciatore di meduse” è stato inserito nella lista dei 13 romanzi consigliati dalla World Social Agenda alle scuole nel 2017. Doveroso citare infine Michele Falco: «La bellezza non ha tempo. Il cacciatore di meduse non ha tempo».