Rifiuti tossici a Regina? Il pentito: “Cosenza come Napoli”

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LATTARICO –  Secondo le dichiarazioni del pentito 28enne Mattia Pulicanò, rifiuti tossici quali scorie radioattive sarebbero occultati nel sottosuolo in provincia di Cosenza. A dare la notizia è il Quotidiano della Calabria. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia potrebbero portare elementi importanti sul business della ‘ndrangheta e della camorra in Calabria.

Pulicanò è stato fidanzato con la figlia di un imprenditore che gli avrebbe rivelato i traffici illeciti. “Mi confidò che aveva provveduto, circa 15-20 anni fa, ad interrare lì rifiuti tossici, non so di che tipo, che aveva ricevuto, quale contropartita agli appalti[…] Non mi indicava il sito, limitandosi a dire che stavano a Regina. In effetti, devo dire che ho verificato che nella zona in questione si sono registrati, negli anni, diversi casi di tumore”.

Per occultare le operazioni senza “dare nell’occhio” sarebbe stato anche progettato di costruire innocui capannoni agricoli e impianti fotovoltaici sui terreni prescelti. In altri casi, invece, quelle scorie erano state occultate ‘nelle colate di cemento’. Sempre secondo il pentito “L’intento di farlo nel comune di Lattarico era dovuto al fatto che, così, si poteva meglio occultare l’affare losco in considerazione del fatto che l’imprenditore è originario di Lattarico, dove vive e dove espleta numerosi lavori per conto del Comune e, pertanto, il tutto avrebbe dato meno nell’occhio”.

Il vociferare di molti residenti della zona, imputano però la presenza del nome dell’imprenditore di Lattarico a una ripicca del pentito nei confronti dell’ex fidanzata. Intanto il sindaco di Lattarico per fare chiarezza sul caso, ha contattato sia il Ministero dell’Ambiente, sia il Ministero della Salute: “Ora attendo risposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro – dichiara Blandi – non siamo cittadini di serie B vogliamo verità”.

A Settembre a Roma la commissione bicamerale antimafia tratterà il caso Lattarico, mentre in Regione il consigliere Graziano ha già presentato una mozione, chiedendo che gli organi regionali si mobilitino per far sì che l’ISPRA e l’ARPACAL effettuino studi sull’area per individuare eventuali agenti contaminanti.