Ricerca universitaria, Medicina Interna di Catanzaro al primo posto in Italia

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CATANZARO – La qualità della ricerca scientifica? Molto alta all’Università Magna Graecia di Catanzaro. A decretarlo è l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, secondo cui l’Università catanzarese è la prima del Sud per la qualità delle pubblicazioni scientifiche valutate e, grazie a questo brillante risultato, il Ministero della ricerca scientifica ha assegnato un premio in termini di finanziamento pari a più di 4 milioni di euro. Ma c’è un dato ancora più prestigioso per l’ateneo calabrese. Il gruppo di ricerca della Medicina Interna, coordinato da Giorgio Sesti e Francesco Perticone, a cui afferiscono Francesco Andreozzi, Franco Arturi, Angela Sciacqua e Elena Succurro, si è collocato al primo posto nella graduatoria nazionale dei Dipartimenti per il settore scientifico disciplinare MED/09-Medicina Interna nella Valutazione della qualità della ricerca (Vqr) 2011-2014. Si tratta di una conferma: lo stesso gruppo di Internisti si era infatti classificato già al primo posto in Italia nella valutazione che aveva preso in considerazione il periodo 2004-2010 (Vqr 2004-2010). La qualità della ricerca del gruppo degli internisti è risultato superiore del 40% rispetto alla media nazionale e addirittura del 53% per quanto riguarda le pubblicazioni di eccellenza, ovvero quelle che si collocano al top 10% della produzione mondiale della ricerca.
«Si tratta di un risultato eccezionale e pressoché unico nelle discipline mediche nella recente storia della valutazione della qualità della ricerca», ha commentato Giorgio Sesti, professore ordinario di Medicina Interna nell’Ateneo catanzarese. «Mantenere la prima posizione nella valutazione della qualità della ricerca nell’arco di un decennio non è impresa facile, in considerazione della forte competizione messa in campo dagli altri Atenei italiani che hanno cercato di colmare le distanze. Tali risultati sono un meritato premio di gruppo non solo per i docenti valutati, ma anche per i giovani ricercatori che lavorano con noi quotidianamente e che non hanno ancora una posizione di ricercatore all’interno del nostro Ateneo. Speriamo che, coi fondi aggiuntivi che il nostro Dipartimento avrà assegnati dal Ministero, possano essere reclutati i nostri giovani collaboratori, ancora precari». Da diversi anni, ormai, il ministero valuta le Università con criteri trasparenti ed oggettivi e utilizza queste graduatorie per premiare i migliori atenei. Secondo l’Anvur, che ha presentato i risultati nel corso di un convegno tenutosi a Roma lunedì 20 febbraio, questo ha comportato un miglioramento complessivo della ricerca in Italia e una riduzione del divario Nord-Sud.

Fonte: Corriere della Calabria

Notizia segnalata da: Umile Bentivedo, Assistente Sociale