Reggio Calabria: La ndrangheta all’Università

Ad aprile scorso è stato arrestato insieme allo zio Giuseppe ed altri presunti membri di una delle cosche di ‘ndrangheta più famose e importanti, quella dei Pelle «Gambazza» di San Luca, e dalla cella in cui è rinchiuso invia lettere a parenti e amici, ricche di errori di sintassi e ortografia. Niente di male, se non fosse che quegli scritti fanno sorgere un sospetto: come può Antonio Pelle, 24 anni, nipote del boss Giuseppe, che difficilmente prenderebbe la sufficienza in un tema d’italiano, essere arrivato al corso di laurea specialistica in Architettura, nell’università Mediterranea di Reggio Calabria.

Proseguono quindi gli interrogatori nell’ambito dell’indagine dei carabinieri del Ros sui presunti condizionamenti della cosca Pelle della ‘ndrangheta sulla facolta’ di Architettura dell’Universita’. Nell’inchiesta, condotta dalla Dda di Reggio Calabria, sono indagate undici persone tra docenti, studenti e personale amministrativo dell’Ateneo reggino accusati dei reati di falso ideologico e truffa. Gli interrogatori in corso riguardano docenti ed impiegati dell’universita’ che vengono sentiti come persone informate sui fatti.

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