Rabbia, maneggiare con cura

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Giovani autori emergono: è il caso di Umile Iorio e Alberto La Riccia, coautori di “Rabbia: maneggiare con cura”. 

L’idea è figlia del progetto “Underground? – distribuzioni alternative“, sostenuto dall’associazione culturale Helianthus.

Lo scopo è quello di creare una “rete” tra artisti e cercare di agevolare la produzione e distribuzione di artisti indipendenti. Dopo una serie di eventi a Milano, sono iniziati gli incontri con gli artisti per mettere le basi al progetto. Per poi dar vita alle prime produzioni, prima “Unghie” (raccolta di racconti di Gregory e Maurizio Mozzoni), e adesso “Rabbia: maneggiare con cura”

La produzione RABBIA (MANEGGIARE CON CURA) è nata grazie alla campagna di crowdfunding fatta su Musicraiser. Una selezione di testi letterari (poesie/racconti) da pubblicare in un LIBRO in formato cartaceo. 

Dal volume verranno estratti 8 testi che diventeranno letture musicate o canzoni e saranno disponibili in formato CD. Infine 4 brani del disco avranno un VIDEOCLIP per promuovere il progetto on-line.Il tema che accomuna i testi è la rabbia. 

Si tratta di una raccolta di racconti e poesie di Pietro Pancamo, Mariangela Garofalo, Elio Fusoni, Salvatore Puglisi, Massimiliano Vergani, Livio Spanò, Emanuele Mandruzzato, Umile Iorio, Pietro Fornari, Clara Campi, Maurizio Mozzoni, Ernesto Orrico, Alberto La Riccia, Vuoto3 – Lyricgroup(Chiara Olivero, Angela Lombardozzi, Cristina Onofri)

Con la prefazione di Gregory Fusaro, altro bisignanese doc, trapiantato a Milano, direttore artistico del progetto Underground?

Rabbia: maneggiare con curaè una produzione Underground? – distribuzioni alternative

(2017, Aa.vv.)

Per maggiori informazioni, o per avere una copia del volume, scrivere a undergroundmilano@gmail.com

“Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato a partire, chi ha finanziato i primi eventi, chi ha partecipato e chi ha sostenuto la campagna di crowdfunding su Musicraiser che ci ha permesso di dar vita a questa antologia, al cd e chi ci ha dato una grossa spintaverso il futuro. E ringraziamo chi quotidianamente ci insegna cosa non dobbiamo diventare.”