Quale valorizzazione per Bisignano?

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Comunicato del gruppo Bisignano in Azione

Compito di ogni amministratore, a qualsiasi livello, non è quello di ingaggiare duelli che screditano chi li promuove, ma cooperare, lavorare ad un progetto quanto più possibile condivisibile, individuando nodi problematici e ricercando soluzioni possibili. Importante è la custodia di un territorio, di quello fisico, urbano ed extraurbano, ma anche della comunità che vi abita.
Nessuna risorsa è stata valorizzata: nonostante il finanziamento di 300 mila euro da parte della Regione Calabria (mai arrivato), per l’ undicesimo anno la chiesa di S. Umile continua a restare chiusa al culto dei fedeli; stessa sorte è toccata alla scuola di liuteria, fiore all’occhiello e riconoscimento del grande lavoro svolto dai numerosi artigiani per la valorizzazione delle peculiarità della nostra Città.
Nessuna valorizzazione e promozione della qualità dei prodotti tipici dell’agricoltura bisignanese messi in discussione dalla problematica inerente la depurazione, oggi velata da un sospettoso silenzio; così come il sistema “cave”, responsabile di ferite non rimarginabili al nostro paesaggio: la roccia mangiata non torna mai più, e con essa il patrimonio che si trovava sopra o sotto di essa.
Evidenti sono le criticità in tutti questi campi, emblema della fallimentare gestione da parte di un’amministrazione comunale che aveva promesso “rivoluzioni” rispetto alle presunte inefficienze di chi c’era prima ma che alla riprova dei fatti si è dimostrata del tutto incapace.
Bisignano in Azione sente necessariamente il bisogno di uscire da un dibattito semplificato, lamentoso e innocuamente rivendicativo.
Ognuno di noi rappresenta un’idea della città non sempre convergente. Ma la fascia tricolore rappresenta l’impegno che il primo cittadino assume nei confronti di tutta la comunità amministrata, a cui con alto senso delle istituzioni ha il dovere di portare rispetto, anche se dovesse trovarsi al cospetto di opinioni differenti o critiche.