Processionaria del pino, problema da non sottovalutare

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Processionaria del pino e uomo: impronte ecologiche a confronto…

Cufari: “Emergenza ambientale e ancor di più informativa. La processionaria è un pericolo reale, ma le contromisure scientifiche esistono.”

Venerdì 7 maggio si è svolto sulla piattaforma Zoom l’evento “Processionaria del pino e uomo: impronte ecologiche a confronto”, promosso dagli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Cosenza e Cuneo.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di 200 tra agronomi, forestali ed esperti del settore, ed è stata anche trasmessa pubblicamente sulla pagina dell’ODAF di Cosenza, con un riscontro importante di oltre 1.500 persone, a dimostrazione di come la processionaria sia ormai una problematica sentita e presente nella nostra regione (e non solo).

Quello della processionaria è un tema ormai molto dibattuto e conosciuto, sia per i danni che infligge agli ecosistemi forestali, e ancora di più per la pericolosità verso l’uomo e anche per cani e gatti domestici che possono restare facilmente “urticati” dalla presenza di questo insetto.

Questa emergenza, determinata dal lepidottero Thaumetopoea pityocampa, che oggi interessa il territorio silano, e altre aree della regione, è accompagnata da una ancor più grave campagna di disinformazione sui social e sui media tradizionali.

Per questo motivo nel corso del webinar si sono toccati i punti chiave dell’attuale situazione emergenziale. Servono pianificazione, strategie e azioni che devono necessariamente coinvolgere figure professionali, come quelle dei dottori agronomi e dottori forestali, abilitate e competenti in questi ambiti, e che, su richiesta del moderatore Andrea Bellusci, Dottore Forestale vicepresidente dell’Ordine di Cosenza, saranno inseriti nel tavolo tecnico-scientifico regionale finalizzato alla definizione e messa a punto di interventi puntuali di prevenzione e contrasto all’insetto.

“Evitiamo che anche questa volta l’anti scienza vinca sulla Scienza. Tutti pensano di avere voce in capitolo, un po’ come se tutti fossero esperti di ecologia forestale e profondi conoscitori di entomologia. Abbiamo voluto organizzare questo evento dal grande valore scientifico, insieme ai colleghi piemontesi, per chiarire quale siano i possibili danni determinati dal patogeno da quarantena in ambiente urbano e forestale. Ciò indicando quando sia necessario intervenire, attraverso un’analisi dei costi-benefici, e far conoscere le diverse metodologie oggi a disposizione per contrastarlo”.

Queste le parole con cui Francesco Cufari, Presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria, stigmatizza alcuni atteggiamenti e dichiarazioni degli ultimi giorni relativi all’emergenza in atto.

Nel corso dell’evento sono intervenuti, fornendo preziosi contributi al dibattito e alla conoscenza della tematica: l’entomologo Francesco Manti, Dottore Forestale e Ricercatore del LEEA Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nonché e il Presidente dell’ODAF di Cuneo, Davide Mondino, Dottore Agronomo. Insieme hanno affrontato da diverse angolazioni e prospettive il tema, descrivendo la bioecologia della processionaria del pino e il ruolo degli antagonisti naturali, puntualizzando le relative strategie di contenimento in ambito forestale e urbano.

Un doveroso ringraziamento, infine, all’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, per avere presenziato all’evento, evidenziando la completa sinergia d’intenti tra il Dipartimento e la Federazione calabrese; oltre che al Servizio Fitosanitario Regionale rappresentato nel webinar dal Dottore Forestale Mario Orlando.