Piattaforme, discariche e le voci violente della reazione

perrmunn-300x86 Piattaforme, discariche e le voci violente della reazione

La “questione piattaforma” sta tenendo banco a Bisignano, in questi giorni a cavallo tra l’anno vecchio ed il nuovo. Mentre procede la raccolta di firme contro la costruzione del “fratello del mostro”, in città la discussione è aperta. Da una parte rimane ferma e granitica la posizione dell’amministrazione comunale sulla volontà di realizzare l’impianto, dall’altra il “comitato civico spontaneo” intende fornire ai cittadini tutte le informazioni utili e necessarie al fine di permetter a ciascuno di elaborare un’opinione per quanto possibile libera, convinta e cosciente. In questo scenario si inseriscono alcuni elementi fortemente e “violentemente” reazionari, a partire proprio da chi, in tempi anche recenti, si è fatto notare per battaglie ambientaliste e sociali (che alla luce delle posizioni odierne fanno sorridere), ergendosi a paladini dell’ambiente, degli agricoltori e del popolo. Tali “uscite” ci inquietano e ci preoccupano non tanto per lo spessore politico e umano dei personaggi ma per quello che essi rappresentano. E’ ancora vivido nella nostra mente il sorriso sarcastico e sardonico del vicesindacoautista Damiano Grispo durante il Consiglio Comunale Straordinario sulla piattaforma del 15 dicembre scorso. Questo signore, dall’inizio alla fine dei lavori, ha riso in faccia a centinaia di cittadini pacifici ed educati che intendevano semplicemente, con la loro presenza, manifestare un dissenso. Una volta presa la parola non ha saputo fare altro che accusare la gente, il popolo, gli agricoltori, di essere forze della “reazione” (ovviamente si è guardato bene dall’entrare in questioni tecniche riguardanti la piattaforma). Paradossale questo atteggiamento da parte di chi, in passato, ha sempre manifestato al grido di “Bandiera Rossa”. Una volta passato dalla parte dei potenti e dei prepotenti ha imparato subito ad usare l’armamentario di costoro, ribaltando ipocritamente e furbescamente le accuse di reazionari ai cittadini che protestano civilmente. E’ chiaro a tutti da che parte sta la “reazione” in questo momento storico a Bisignano : la “reazione” è di coloro che deridono il popolo e se ne fanno scherno. Ma le forze reazionarie e violente non dimorano solo nell’amministrazione comunale. Ci sembra doveroso stigmatizzare l’atteggiamento di alcuni faccendieri molto vicini a grandi aziende agroalimentari del territorio. Questi signori, vecchi protagonisti di una oscura commistione tra amministrazione pubblica, management d’azienda e clan familiari, hanno pensato bene di prendere posizione a favore della piattaforma. Ci chiediamo cosa farà questo signore assieme ai tanti padri e madri di famiglia impiegati presso questa azienda se nel prossimo futuro, a causa della piattaforma, il “già fragile” compartimento agroalimentare del territorio dovesse subire danni da inquinamento ? Tutta la filiera ne verrebbe danneggiata irrimediabilmente e forse troveremo questo signore dalla parte dei lavoratori a chiedere la “cassa integrazione” ! Invitiamo pertanto gli imprenditori, responsabili di queste eccellenti aziende agroalimentari e di trasformazione del prodotto agricolo insistenti sul territorio comunale o limitrofi, a prendere le distanze da questi personaggi e comunque a unirsi alla protesta popolare contro questa scellerata decisione di installare una mega piattaforma rifiuti a Bisignano, al fine di tutelare e salvaguardare l’ambiente in cui vengono coltivati e prodotti gli ortaggi che nelle loro aziende vengono sapientemente lavorati e commercializzati. Non lasciate spazio ad atteggiamenti “reazionari” di chi, profittando del posto che ricopre, può esercitare una pressione psicologica sui dipendenti. Lasciate che i dipendenti delle vostre aziende possano liberamente esprimersi sulla questione “piattaforma” senza subire pressioni o intimidazioni e potendo aderire liberamente alla petizione promossa dal Comitato Civico Spontaneo. Come comitato intendiamo chiedere ufficialmente, nei prossimi giorni, agli illuminati imprenditori che in questi anni hanno inteso investire saggiamente sul territorio in questo settore, di promuovere la raccolta firme per la petizione contro “il mostro” all’interno delle aziende stesse. Infine segnaliamo una “reazione” proveniente dal mondo del WEB. Navigando in questi giorni, ci siamo molto preoccupati per un articolo apparso in un portale locale dove, nella più becera tradizione reazionaria, si accusano le vittime. Infatti il responsabile di questo spazio WEB dipinge la piattaforma come un giardino fiorito e profumato e accusa gli agricoltori di essere i primi inquinatori dell’ambiente. Questo signore non si rende conto, nella sua difesa d’ufficio dell’amministrazione, che il suo scritto potrebbe essere letto in ogni angolo del mondo (crediamo poco in realtà), con un potenziale danno d’immagine sull’economia agricola del territorio di portata devastante. Ricordiamo a questo giovane giornalista che l’impianto di Sogliano a cui lui fa riferimento è lontano anni luce da quello che dovrebbe nascere a Bisignano. E’ sufficiente fare un giro su youtube per capire che quella di Sogliano è una discarica dove si estrae il biogas, ma cosa più interessante, i video, dimostrano con straordinario e inequivocabile verismo, come sia stato scelto accuratamente il sito da parte degli amministratori sagaci e accorti. La discarica sorge infatti in una zona montagnosa, assolutamente isolata e senza ombra di cose, animali o persone nel raggio di molti chilometri. Queste sono scelte che possono diventare realtà se concordate con i cittadini e guidate da buon senso e logica. Con la prepotenza e l’arroganza non si va da nessuna parte. Se poi prepotenza e arroganza si accompagnano a mancanza di buon senso e di un minimo di logica nulla si farà. Senza il consenso della gente questa piattaforma rimarrà uno dei tanti progetti irrealizzati della bella terra di Calabria. La gente è matura ed ha studiato e i tempi sono cambiati. Disinformazione, intidimidazione, promesse, in una parola “REAZIONE”, fanno parte di un repertorio ormai logoro e spuntato. APRITE LA RIFORMA. NON VOGLIAMO LA PIATTAFORMA.

Alessandro Perrone

1 commento

  1. Considerarlo giornalista (poi) significherebbe mancare di rispetto alla categoria dei professionisti dell’informazione. Tutti hanno il diritto di scrivere il proprio pensiero e tutti hanno il dovere/diritto di controbattere (art. 21 della Costituzione Italiana). Nel nostro paese ormai viviamo di eccessi e chi si alza per primo decide di dire e fare ciò che vuole. Personalmente prima di scrivere qualsiasi cosa osservo sempre il destinatario del messaggio (il lettore di tutte le categorie) considerando il fatto di collaborare per un sito (libero) che come principio basilare ha quello di pubblicare tutti gli articoli e i commenti che arrivano in redazione anche quando si tratta di scritture completamente opposte al punto di vista degli autori. Il sito per il quale scrivo (come collaboratore “asciutto”) rimuove solamete gli insulti e le parolacce. Ribadisco il diritto di esprimere il libero punto di vista personale ma ciò non deve mai prevaricare il lavoro degli altri, sopratutto quando si tratta di un gruppo di persone che si costituisce in un Comitato Civico. I Comitati non si toccano punto e basta, essi rappresentano la massima espressione democratica in cui il popolo si manifesta con tutto il disappunto e le sue proposte alternative. (Se un’amministrazione facesse le scelte appropriate non ci sarebbe bisogno di riunire alcun Comitato). Ho avuto modo di leggere e scrivere tanti articoli contenenti bordate anche abbastanza sostenute nei confronti di maggioranza, opposizione e quant’altro, ma personalmente ho sempre ritenuto di dover avere dei limiti e non ho mai pensato di effermare delle cose senza aver prima avuto la certezza di una documentazione. Oggi, tutti scrivono di tutto, anche il sottoscritto per certi versi, ma il lavoro di giornalista lasciamolo fare a chi ha l’autorità e la competenza di farlo ( e paga le tasse per farlo). Un conto è scrivere un commento tramite facebook altra cosa è pubblicare un personale punto di vista ( anche molto discutibile) su un sito che porta il nome del nostro paese e su cui si legge anche della pubblicità. Ciò è ancor più grave quando chi gestisce un sito non pubblica eventuali articoli in cui si parla contro le sciagurate decisione di un’amministrazione “zoppicante”. Vero è che la rete è talmente vasta da proporre un panorama in cui ognuno decide di muoversi come vuole e sopratutto difronte a notizie, commenti, opinioni personali, scegliere di non cliccare su un determinato sito per preferirne un altro .

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