Paolo Crepet conquista la platea luzzese

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Crepet a Luzzi

LUZZI – Paolo Crepet conquista la platea luzzese nel convegno sull’autorità perduta e il coraggio di educare. Nel seminario organizzato dall’istituto comprensivo luzzese, svoltosi al “ Baccus”, il noto psichiatra italiano ha analizzato a fondo la società italiana e il rapporto sempre più incerto tra genitori e figli. Baffi e maglione d’ordinanza, il Crepet che spesso si vede in tv è ancora più travolgente dal vivo, e in due ore ha tenuto sul filo i partecipanti, centinaia di interessati che hanno ben presto riempito la sala. Quasi una lectio magistrale, dunque, per un Crepet che ha messo i genitori davanti alle proprie responsabilità:«Non abbiamo seminato felicità – il suo esordio – ma solo contentezza se i giovani ora pensano ai beni commerciali. La vita non è una sfilata, è una cosa nobile. Ai figli abbiamo spesso detto che bastava la mediocrità per vivere». Ironico, pungente e puntiglioso, Crepet fa del sarcasmo un’arma efficace, anche contro quei giovani che cercano vie facili e scorciatoie:«Tutti quegli italiani che hanno fatto il test per Medicina a Tirana, rientreranno da cardiologi che cercheranno il cuore a destra. I bambini ora sono troppo protetti, quindi più deboli». Spazia a tutto tondo, tra frecciate non tanto velate alla scuola italiana, incapace di far progredire i ragazzi con autonomia e autorità, e sempre in modo dissacrante ma efficace lancia nuovi moniti alle mamme e ai papà:«Crescere con l’idea che il mondo ci debba qualcosa è la peggior cosa. I ragazzi devono fabbricare le loro emozioni, anche sbagliando, per salvare la pelle». Infine, un invito per svegliare i cosiddetti bamboccioni «Mandateli nei paesi del nord Europa, dove ci sono ragazzi che già sperimentano alla loro età convivenze e matrimoni. Non pensate mai, però, che i ragazzi siano già perduti, c’è bisogno sempre di un’educazione ferma e responsabile».

Massimo Maneggio
su: L’Ora della Calabria 30-11-13