Mons. Nunnari: “Il ricordo di un figlio che ha arricchito la nostra terra e ci protegge nell’ora presente”

santumile Mons. Nunnari: "Il  ricordo di un figlio che ha arricchito la nostra terra e ci protegge nell’ora presente"

L’Ordine dei Frati Minori di Calabria festeggia il decimo anniversario della canonizzazione di Sant’Umile da Bisignano. La Città nativa del Santo sta vivendo, infatti un intenso periodo di fede, preghiera, arricchito anche da momenti culturali.  Le iniziative, sotto il patrocinio della Regione Calabria, il Club Unesco “B.Telesio” di Cosenza ed in collaborazione con la Provincia di Cosenza e la Bcc Mediocrati, hanno visto il loro apice con la Solenne pontificale di questa mattina 19 maggio alle ore 11.00. Celebrazione presieduta da Sua Eccellenza Cardinale Josè Saraiva Martinis. In occasione di questa ricorrenza religiosa, l’Arcivescovo di Cosenza, Mons. Salvatore Nunnari, ha inteso inviare a tutto il clero diocesano una missiva per sottolineare l’importanza di questa canonizzazione per la Chiesa cosentina e non solo. “Nel ricordare con gratitudine il decimo anniversario della Sua canonizzazione accogliamo il messaggio che ci viene dalla Sua vita che è anzitutto stile di umiltà tanto urgente e stimolante nell’esercizio del nostro ministero pastorale – scrive il Pastore dell’Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano.

“Una vita umile rende amabile il nostro servizio in mezzo alla gente e ci fa più credibili nell’annunciare Cristo che c’invita alla Sua sequela e alla Sua scuola per “imparare da Lui che è mite e umile di cuore” Povero di cultura umana il nostro S. Umile fu ricco della sapienza di Dio che gli fu elargita abbondantemente dal continuo colloquio con Lui, in rapporto misterioso e affascinante che gli fece sperimentare il dono dell’estasi che spesso riempiva la Sua giornata terrena. A noi, cari Confratelli, è data la singolare grazia della contemplazione per entrare nel cuore di Dio senza distogliere lo sguardo dalla nostra gente per farla ricca della nostra esperienza di contemplativi in azione.

E’ il più bel ricordo di un figlio che ha arricchito la nostra terra e la nostra storia e ci guida e ci protegge nell’ora presente”.

4 Commenti

  1. Stamattina si è celebrata la messa per ricordare il decimo anniversario dalla canonizzazione, sottolineo ricordare perchè pensavo mentre mi avvicinavo al Santuario di trovare tantissima gente, c’era un bel altare con tanti preti ecc, ma ho constatato tantissime siede vuote, al mio vedere questo scenario, mi è presa un angoscia enorme.
    Dispiaciuto, è l’unica parola che mi viene in mente.
    Cari concittadini, penso che a volte non meritiamo Sant’Umile, perchè i primi a non onorarlo siamo proprio noi cittadini di Bisignano.
    In piazza della Riforma c’era un’ottima organizzazione, tanti ragazzi che fanno MOLTISSIMO, ma mancava quel bagno di folla,di credenti, di devoti.
    Io penso che stamattina il nostro caro misericordioso SANTO avrebbe meritato il bagno di folla ad onorarlo, aldilà se il Santuario era chiuso o aperto, si va aldilà del luogo sacro.. si va verso una spiritualità interiore che forse tanta gente ha dimenticato.
    DOBBIAMO AMARE SANT’UMILE IN TUTTI I MODI, con il CUORE;
    con la FEDE;
    con il nostro CREDERE;
    ma anche con la nostra PRESENZA.

    • ‘Un c’è cchiù religione!
      Umile Bisignano vince le elezioni e ra gente ‘un va cchiù a ra missa!
      Ci vorrebbe una bella ordinanza per intimare ai cittadini miscredenti di frequentare obbligatoriamente la Riforma!

  2. La stessa sensazione ha pervaso il mio pensiero. Accorrendo in quella piazza con il fiatone ancora in gola davanti a me si apriva quasi vuota. La mente è volata lontana nelle immagini del tempo passato e precisamente a quel mucchio di sabbia scaricato davanti al portone del convento in quel giorno umido e piovoso. Quanto fu sciagurato il gesto di chi lo volle li (a dimostrazione di un atto quasi di forza) per chiudere ai pellegrini l’accesso a luogo sacro! Il sequestro di quel posto fu tutta una banale scusante. La verità stava nel fatto che quel circuito sacro era diventato il più potente centro di aggregazione sociale del paese, il quale si sarebbe tramutato molto presto in una grande realtà cittadina. Oggi, era chiarissimo a tutti che pure i Santi non possono fare i miracoli poiché quest’ultimi spesso sono i frutti prodotti ancor prima dagli uomini retti e non da quelli infimi.

  3. Io ho avuto l’impressione che la manifestazione non sia stata pubblicizzata a sufficienza, neppure nelle parrocchie. Comunque la disaffezione mi pare evidente e non può che aumentare, se il Santuario non ridiventa un centro di aggregazione.

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