Mobilitazione a difesa della stazione ferroviaria di Sibari

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E’ ormai in atto una grande mobilitazione contro il taglio dei treni e in difesa della mitica stazione ferroviaria di Sibari. Come è noto oggi è in programma una grande manifestazione proprio a Sibari per contestare la politica di Trenitalia. A questo proposito il parlamentare coriglianese Giovanni Dima ha rivolto un’Interrogazione Parlamentare al ministro dei Trasporti Passera nella quale, prendendo atto delle notizie secondo cui sarebbe prevista: «la soppressione dell’ufficio-movimento e della biglietteria della stazione di Sibari, decretandone in questo modo la chiusura definitiva ed aggiungendo un ulteriore tassello, sicuramente il più importante, al piano di smantellamento dei servizi ferroviari che questa azienda sta attuando ai danni della Sibaritide e della Calabria… preso atto del taglio dei treni a lunga percorrenza, che sta penalizzando non poco i viaggiatori calabresi che si vedono costretti ad utilizzare anche più di una coincidenza ferroviaria per poter raggiungere il nord Italia; della disorganizzazione esistente nel servizio fornito ai viaggiatori pendolari… e prendendo atto che l’atteggiamento “secessionista” delle Ferrovie dello Stato nei confronti della Calabria e dei calabresi non può essere affatto condiviso perché, trattandosi di azienda pubblica, non è possibile che ponga in essere piani di ristrutturazione e di riorganizzazione basati esclusivamente su criteri di carattere economico senza privilegiare minimamente l’ottica del servizio pubblico…» chiede al sig. Ministro dei Trasporti – «quali iniziative egli intenda porre in essere per far sì che Trenitalia in Calabria ed in particolar modo nella Sibaritide eviti di smantellare tutta una serie di servizi utili per i viaggiatori ed i cittadini». «Domani tutti a Sibari! La popolazione della sibaritide domani si mostri compatta nel difendere il territorio dall’ennesima rapina pianificata ai suoi danni».

E’ l’appello di Angelo Broccolo, presidente dell’assemblea regionale di Sel che parla di «un bollettino di guerra contro lo sterminio di ogni elementare diritto dei cittadini dello jonio. Dopo averne limitato le possibilità di cura, – afferma Broccolo – con l’incipiente chiusura degli ospedali di trebisacce e Cariati, diminuite le possibilità di istruzione vincolando a criteri di “efficenza” il diritto allo studio con accorpamenti di ogni tipo, mentre si discute di come ridurre tribunali ed uffici di giudici di pace,dopo veicolato i fondi FAS ai lattari del nord che per ragioni antropologiche possono pretendere assistenza senza postumi lombrosiani, oggi si definisce in maniera inequivocabile l’impossibilità alla mobilità chiudendo le tratte ferroviarie…Tutti Sibari, dunque per protestare e farsi sentire…».

Pino La Rocca
su: Nuovasibaritide

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