Marziani in Calabria

Frammento di testo estratto dall’introduzione firmata da Daniele Gambarara al testo teatrale ‘A Calabria è morta di Ernesto Orrico:

 ‘A Calabria è morta.

Un canto di rabbia, oscillante tra l’amore per la propria terra e la provocazione verso chi ne accetta, quotidianamente e passivamente, il logorio; un canto fatto di poesia ed immagine, diviso tra un’inveitabile delusione e un’indispensabile reazione.

‘A Calabria è morta è tutto questo: è l’ultima fatica teatrale di Ernesto Orrico, attore cosentino, messa in scena grazie alla preziosa collaborazione in regia di Manolo Muoio.

“Non è solo un lavorare sul tema ‘ndrangheta, ma è tutto un arrovellarsi sulla malattia della mia terra – la mia regione, il paese in cui vivo – su una sorta di infezione perenne. Provo a immettermi su un sentiero che non vedo chiaramente ma che sta davanti alla mia vita teatrale/artistica. La questione per me è enorme, è complessa, è terribile, è disturbante”… Parola di Ernesto Orrico.

Vi proponiamo un significativo estratto della pièce.

‘I chi vuliti parrà?

1.

Bombardare la magnagraecia

bombardare le vestigia

bombardare la battigia

inquinare inquinare inquinare

ogni chilo di sabbia

ogni chilo di terra

decapitare decapitare decapitare

ogni abitante dell’astronave

contaminare contaminare contaminare

ogni figlio di puttana di puttana

di puttana figlio di puttana che pontifica

rasserena spiega riannoda convince tenta

serra le fila chiama a raccolta e e e e e e e e e e.

2.

Ma adesso amici, cittadini, compagni, camerati, simpatizzanti

è tempo di ampliare il santuario

è tempo di asfaltare il parco naturale

è tempo di beatificare qualcuno, qualcosa

è tempo di far piangere madonne e nani da giardino

è tempo di consacrare ogni pezzo di ragione/regione/ragione

è tempo… fratelli! Di confessione.

3.

‘A Calabria è morta!!!

‘A Calabria è morta!!!

Festeggiamu! Festeggiamu!

Pasteggiamu! Pasteggiamu!

Coddramuni tuttu… coddramuni tuttu!

Coddramuni tuttu… coddramuni tuttu!

Strangogliapriaviti! Ciccitiaddri! Cuddruriaddri!

Milungiani! Pimmaduari! Citrulicchi!

Coddramuni tuttu coddramuni tuttu!

Coddramuni puru u sangu du muartu!

Coddramuni puru u sangu du puarcu!

‘I chi voliti parrà?

Di sordi? Di squartamienti? Di piscinari? Di rifardi?

‘I chi voliti parrà?

Di storie ‘i resistenza? Di storie d’opposizione?

‘I chi voliti parrà?

Di fimmine ca ciangianu figli scannati?

‘I chi voliti parrà?

Di cumpari ca su cumpari di cumpari?

‘I chi voliti parrà?

‘I chi voliti parrà? ‘

I chi voliti parrà?

http://storiacalabria.blogspot.com/2009/05/calabria-e-morta.html

 
Articolo segnalato e inviato da: Rosario Lombardo

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