L’Odissea Arcavacata-Gioia Tauro

Inizia alle 12:45 di mercoledì 11 Giugno la lunga odissea vissuta da una quarantina di ragazzi nel tragitto Arcavacata-Gioia Tauro. Come tutti i giorni, diversi ragazzi si apprestano a prendere il pullman regionale della compagnia Lirosi dopo una lunga mattinata di esami/lezioni, felici di tornare finalmente nelle proprie case.

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Si parte su un pullman rosso all’orario prestabilito, non sapendo che il viaggio sarebbe stato molto più lungo del normale. Si inizia subito a patire il caldo, causa mancanza d’aria condizionata e di finestrini apribili, e l’aria all’interno del pullman è davvero pesante. Ad aggravare il tutto un odore di bruciato che dal motore sale lungo tutto il mezzo. Iniziano le prime lamentele da parte dei passeggeri e il primo stop del povero autista (vittima in tutta questa situazione) in una zona per la sosta d’emergenza. Il conducente spegne e riavvia il motore più volte per vedere se si può ripartire e, constatato che il pullman è ancora in grado di camminare, si riparte.

Questa scena si ripeterà per altre due volte con, nel frattempo, i cattivi odori del bagno del pullman che si diffondono. I passeggeri cercano di risolvare in maniera autonoma la precaria situazione provando ad aprire con le buone e con le cattive le due aperture d’emergenza posizionate sul tetto del mezzo. Poichè non si riescono ad aprire con nessun pulsante, i ragazzi trovano come unica disperata soluzione per migliorare le pessime condizioni del viaggio quella di posizionare dei tappi di bottiglia tra i lati delle aperture, in modo da fare entrare quel minimo di aria utile a respirare un po’.

La situazione migliora leggermente ma i passeggeri cominciano a non sopportare più il terribile calore: sono molti i visi stanchi e disperati, il calore è sempre più insopportabile.

Giunge così la terza sosta, quella definitiva: ci si ferma in una nuova zona di sosta d’emergenza ed è qui che la situazione peggiora perchè una ragazza sviene per il troppo caldo.

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Per fortuna la ragazza dopo qualche minuto di panico si riprenderà ma le sue condizioni, così come quelle degli altri passeggeri, sono ormai pessime.

Anche l’autista comprende che non ci sono più le basi per ripartire e chiama disperatamente un collega (quello che guida il pullman Lirosi delle 13:45 della stessa tratta) per cercare di far completare il tragitto ai suoi passeggeri su un mezzo migliore. Il suo “SOS” viene raccolto ma prima dell’arrivo del nuovo pullman passano altri 45 minuti, passati a bordo strada nel torrido caldo delle 14:00.

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L’arrivo del nuovo pullman è un sollievo per i ragazzi, che finalmente possono usufruire di un mezzo con l’aria condizionata, facendo però nascere una domanda spontanea: perchè il viaggio precedente non è stato fatto con un pullman simile? Perchè l’11 di Giugno in Calabria si viaggia in un pullman senza aria e con evidenti problemi al motore quando si è consapevoli da diverso tempo che le temperature saranno torride?

Questi interrogativi accompagnano i passeggeri durante l’arrivo a Gioia Tauro, sede del terminal della compagnia Lirosi, da dove poi si riparte con diversi mezzi della stessa compagnia per giungere nei rispettivi paesi. Così un viaggio che doveva durare poco più di due ore si trasforma in una lunga odissea terminata soltanto alle 16:15, con tantissimo tempo perso e soprattutto tantissima stanchezza accumulata.

Questo è l’ennesimo colpo basso subito dalla popolazione calabrese a causa dei suoi problematici mezzi di trasporto pubblico. Non sono passati che pochi mesi dagli ennesimi aumenti del prezzo dei biglietti (basti pensare che questo “comodo” viaggio è costato 9 euro ai passeggeri) e, mentre il tariffario si alza, la qualità dei servizi diminuisce drasticamente. Eppure per molti ragazzi della Piana di Gioia Tauro prendere il pullman è l’unico modo per ritornare nei propri paesi, in seguito alla soppressione di numerosi treni regionali.

I mezzi di trasporto tra l’università e le varie zone della Calabria, che dovrebbero essere un prolungamento del diritto allo studio, sono sempre più limitati e questo non fa altro che scoraggiare e limitare a sua volta la volontà dei ragazzi di intraprendere un percorso universitario fuori sede.

Urge trovare rapidamente una soluzione a questi prevedibili inconvenienti perchè nel prossimo mese saranno molti i ragazzi che percorreranno questo tragitto per sostenere gli esami della sessione estiva e non è assolutamente ammissibile che una situazione del genere si venga a ripetere.

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