L’impianto di rifiuti diventa un caso in tutta la Valle Crati

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L’impianto dei rifiuti diventa il caso della valle del Crati. I cittadini di Bisignano e dei paesi limitrofi si oppongono alla piattaforma tecnologica prevista sul territorio e, nell’ultima riunione svolta nella sala “Curia”, hanno manifestato tanti dubbi e perplessità. Si prevedeva molta più gente a discutere sulla vicenda, ma quel centinaio di persone presenti hanno comunque vivacizzato il dibattito, per cercare di avere ulteriori informazioni sulla natura dell’impianto e su quanto ne consegue per il territorio. Tra chi definisce, con toni coloriti, l’impianto come una «supposta» (Alessandro Perrone di “Forza Nuova”) e chi mostra tutte le proprie perplessità come il consigliere d’opposizione mongrassanese, Alberico Salerno: «Chiediamo troppo a un territorio che non è in grado di reggere neanche una raccolta differenziata», sono molteplici le opinioni in sala. I politici presenti – quelli di minoranza – erano reduci dalla tappa di Reggio Calabria, dove sono stati accolti nel dibattito commissione ambientale regionale.  Roberto Cairo di “Alleanza Democratica” ha aggiunto: «Per il consigliere regionale Tripodi tutto ciò era già da impugnare al Tar. Mi rivolgo anche all’assessore all’ambiente locale, Damiano Grispo, che dovrebbe venire in pubblico a parlare con i cittadini, dicendogli che un piano regionale dei rifiuti allo stato attuale non esiste». Il suo capogruppo in consiglio, Francesco Lo Giudice, ha invece lodato la verve ritrovata dei bisignanesi, dichiarando: «Lo scopo di quest’operazione non è la risoluzione del problema ambientale, e questo lo hanno capito i cittadini della nostra città e anche i nostri vicini di casa». Francesco Fucile, capogruppo di “Bisignano al Centro”, invece, a fine dibattito ha allargato il mirino, concentrandosi sul bilancio dell’Ente: «Siamo giunti alla resa dei conti, quelli che al Comune di Bisignano sono rimasti nascosti per troppo tempo. C’è una situazione debitoria paurosa verificatasi soprattutto dal 2006 in poi, ossia da quando a governare la città c’è l’attuale sindaco. Si tratta di oltre tre milioni di debiti tra parte corrente e spese in conto capitale. Una vera disfatta che ha fatto gettare la maschera a quest’amministrazione che è fortemente responsabile della situazione debitoria. La giunta comunale con propri atti deliberativi ha aumentato al 100% il canone dell’acqua potabile e di oltre il 40% la tassa sulla spazzatura. Siamo alla definitiva sconfitta politico-amministrativa del sindaco e della sua maggioranza». Con un futuro non proprio roseo per Fucile, anche il presente per i bisignanesi presenti al dibattito non è migliore, tra proposte di referendum e di comitati tecnici per seguire tutto l’iter sulla realizzazione della struttura. Per ulteriori aggiornamenti, intanto, i cittadini s’incontreranno nuovamente lunedì.

Massimo Maneggio