L’acqua è inquinata a Bisignano

acqua-3 L'acqua è inquinata a Bisignano

Il problema dell’acqua potabile a Bisignano potrebbe sfociare in  una situazione veramente pericolosa per la salute pubblica, visto e considerato che il fenomeno di inquinamento  si ripete quasi  con cadenza quasi regolare. Dopo appena due mesi dall’ultima in ordine di tempo, proprio ieri, 6 settembre 2011, il sindaco, Umile Bisignano è stato costretto ad emettere l’ennesima ordinanza con la quale vieta di utilizzare, per uso alimentare, l’acqua che proviene dai serbatoi “ Centrale “, “ Gallice “, “ Ariacupa “ e “ Sila Greca “  che a seguito del risultato delle analisi batteriologiche in autocontrollo del Laboratorio DELVIT di Cosenza, risulta non essere potabile e non è conforme agli standard di qualità fissati dal D.Lgs. 31 / 2001.

A proposito dell’Ordinanza sindacale di divieto occorre considerare un aspetto niente affatto trascurabile che riguarda il lasso di tempo  che corre tra il momento in cui viene effettuato il riscontro dell’inquinamento e la data con  la quale la relativa comunicazione viene acquisito al protocollo dell’Ente.

Nel caso in esame la certificazione dell’ esistenza dell’ inquinamento che porta il numero 6700 è datata  22.08.2011 ed è stata protocollata presso gli Uffici comunali di Bisignano in data 05.09.2011. Stante così le cose i cittadini avrebbero bevuto acqua inquinata per quindici giorni senza essere avvisati!

Meno male che , da tantissimi anni, sono pochissimi i bisignanesi che bevono l’acqua che sgorga dal rubinetto di casa, la stragrande maggioranza affronta tutti i disagi di ordine pratico ed economico per rifornirsi del prezioso liquido in altro modo, ma fino a quando?

E poi ci sono quelli che non hanno la possibilità di rifornirsi di altra acqua o di acquistare quella minerale. Inoltre è ormai nota la controversia intentata dal Comune di Bisignano nei confronti della SORICAL che avanza migliaia di euro per il pagamento di fatture arretrate.

A tale proposito il Sindaco ha chiesto alla stessa SORICAL che riveda le fatture e sottragga dall’importo le somme relative  ai periodi durante i quali l’acqua è risultata inquinata. Sarebbe cosa buona e giusta ed altrettanto giusto sarebbe quello di praticare un adeguato sconto sulle cartelle che devono pagare i cittadini utenti.

Mario Guido
Su: Ntacalabria

Dm Web di De Marco Fabrizio

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