La memoria accorcia le distanze

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LA MEMORIA ACCORCIA LE DISTANZE

La fisicità, le categoria spazio-temporali, l’alterità, la morte apparentemente le distruggono, ma c’è sempre qualcosa che ci viene in aiuto, ed è la memoria.
La memoria è la riattivazione dei ricordi, l’attualizzazione del passato nel presente, che ci dona la possibilità di percepire realmente ciò che non c’è più.
E’ una gran fatica, perché bisogna scavare e portare a galla, e in questo passaggio inevitabilmente il dolore si fa più acuto.
Però è solo grazie alla memoria che possiamo non dimenticare e rendere attuale e viva una persona, con le sue vicende e con la sua storia.
Un anno di distanza non è molto, sono solo 365 giorni, eppure dobbiamo fare i conti con questa assenza-presenza, che quotidianamente ci ricorda quello che è stato, ma anche deve e ci obbliga a non mollare, affinchè altri non facciano gli stessi errori, affinchè altri non cadano nelle mani insanguinate.
L’uomo non può arrivare a tanto, eppure è stato compiuto un atto abominevole. Ma come si potrà stare a tu per tu con la propria coscienza, con il proprio pensiero, senza essere in continuo rimorso, senza essere spinti da pietà? E’ possibile vivere tanto tempo con queste azioni orribili, senza farsi scalfire minimamente dall’atto commesso? Mi verrebbe quasi quasi da avere io pietà per loro, perché gente così è gente povera di tutto, vuota, incapace di provare emozioni, incapace di sorridere, incapace di essere felici, incapace di dire ti voglio bene, incapace di vivere la propria umanità, quella bella, fatta di poesia, di arte, di fantasia, di creatività, di cultura.
Poveretti! Gente senza la minima capacità di amare, forse avranno figli, fatti per tradizione culturale, per affermare la propria virilità e la continuità di specie, senza sapere che la paternità è tutt’altro che biologica e che educare è un’arte. Mi viene da dire anche poveri figli, nati da un seme marcio, che si ritroveranno da adulti a fare i conti con innumerevole mancanze, emozionalmente anestetizzati.
C’è una citazione di Leonardo Sciascia sull’umanità che mi ha sempre appassionato: «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà.”
Penso che queste persona non rientrano in nessuna di queste categorie, ahimè!
Ma vorrei rivolgere un ultimo pensiero a Te, che sei in quel luogo dove prima o poi ognuno di noi deve giungere, il luogo della visiona beata, a tu per tu con il Signore della vita, cuore a cuore con l’Amore. Non ti preoccupare, godi beato in paradiso, attorniato dagli Angeli e dai Santi, noi qui su questa terra di passaggio continueremo a fare memoria e combattere affinchè la giustizia, quella terrena arrivi ad una conclusione.

A noi rimane solo, seppur con dolore, di gioire, perché ora sei felice, lontano dalle azioni malvage di gente ipocrita, omertosa, mafiosa e spregiudicata.
Con affetto tuo cugino Mario