La fine di Naruto, la fine di un mito

Queste ultime settimane per chi ama il mondo dei fumetti giapponesi (manga) verranno ricordate come quelle della conclusione di una delle serie più seguite e più lunghe del nuovo millennio. Stiamo parlando di Naruto, manga di Masashi Kishimoto pubblicato per la prima volta il 21 Settembre 1999 sulle pagine del Weekly Shonen Jump, storica collana settimanale che promuove i vari capitoli dei principali manga giapponesi.

Il manga di genere shonen narra le vicende di Naruto Uzumaki, ninja del Villaggio della Foglia, il cui passato non è certo felice. Un’infanzia senza genitori e un villaggio che incomprensibilmente (per lui) lo rifiuta sono la base della sua triste esistenza, che diventa così una sorta di riscatto: il suo obiettivo è quello di rovesciare il giudizio della popolazione e far capire a tutti il suo valore, cercando di raggiungere un giorno quel titolo di capo del villaggio (Hokage) che è il suo sogno.

Pian piano però Naruto comprenderà il motivo di tanto odio nei suoi confronti: dentro di lui si trova lo spirito di un mostro, quella Volpe a nove code che anni prima distrusse il villaggio e uccise diverse persone. Questo oscuro potere però aiuta il ninja quando si trova in difficoltà, donandogli quel potere che gli serve perchè la Volpe non ha nessuna intenzione di far morire Naruto decretando anche la sua stessa morte.

Il ragazzo comincia a stringere amicizie e forma un team con altri due giovani ninja, Sasuke e Sakura, e un abile maestro, Kakashi. Questo team però si romperà quando Sasuke, discendente della maledetta famiglia Uchiha, decide di partire alla ricerca di quella forza che gli potrà permettere di sconfiggere il suo nemico principale, il fratello che ha sterminato il suo clan. Questa forza però risiede nell’oscurità del terribile Orochimaru e Naruto fa di tutto per impedire al suo amico di andare in preda a quel losco individuo, ma tutti i suoi tentativi non sortiscono alcun effetto perchè la decisione di Sasuke è irrevocabile e così, dopo un duro combattimento, Sasuke lascia il villaggio.

Da qui per Naruto parte una disperata caccia a Sasuke che solo dopo mille avventure e diversi nemici affrontati porterà l’Uzumaki a poter riportare nel suo villaggio l’amico ormai corrotto dal male.

Naruto è innanzitutto questo, un manga che parla di amicizia: il protagonista ritiene che chi non salva un amico non può ritenersi degno di essere un capo villaggio e proprio per questo motivo fa di tutto per riportare Sasuke dalla sua parte. Come potrete notare leggendolo, questo manga tratta questo tema con diversi personaggi, in un ciclo continuo di rapporti e di storie che si ripetono nel corso della storia. Naruto e Sasuke sono accumunati dal destino che lega i loro clan e, così come avvenuto ai loro discendenti, anche loro dovranno lottare uno contro l’altro. Naruto però vuole impedire che si ripeta lo stesso epilogo del passato e punterà tutto su questo sentimento per ribaltare le sorti della storia.

Fatta di una prima serie composta da 27 volumi e una seconda che prosegue fino al numero 72 (ancora non pubblicato nemmeno in Giappone), il manga ha riscontrato un successo interplanetario, basti pensare che il numero 9 del fumetto è stato il manga più venduto in tutti gli Usa e che in Giappone i primi 51 volumi hanno venduto oltre 100 milioni di copie.

Sono state realizzate anche due serie animate, la prima che ha lo stesso nome del manga, mentre la seconda che al nome precedente unisce il sottotitolo “Shippuden”, ancora oggi in onda in Giappone e in Italia con episodi inediti.

Chi vi scrive ha seguito questo manga sin dal 2007, anno in cui giunse in Italia sulle reti Mediaset e sin da subito compresa la potenza e la grande forza emotiva che caratterizzava questa storia. Ridurre Naruto a “un cartone dove si danno le botte” è sbagliatissimo perchè Naruto ha sì combattimenti ma non così tanti come si potrebbe pensare. Naruto è innanzitutto un manga sentimentale ed emotivo, dove i personaggi sono al centro più per il loro animo e le loro vicende personali piuttosto che per la loro forza. I protagonisti hanno sempre voglia di riscattarsi da una vita che o li ha messi in solitudine o non gli ha mai dato quella sicurezza tanto cercata e così lottare contro il proprio destino diventa l’unica strada da seguire, ponendosi sempre dei limiti da superare. Il protagonista è il primo che vive questo, cercando di trovare in sé quella forza che gli permetterà di ottenere finalmente l’accettazione dei suoi compagni di villaggio, perchè è solo meritandosi la fiducia del proprio popolo che si potrà diventare hokage (capo del villaggio).

Naruto in questi quindici anni di programmazione ci ha invitato sempre a non mollare e a credere sempre in noi (come cantato nella splendida sigla italiana di Giorgio Vanni), perchè se non dubitiamo in noi ma continuiamo a crederci potremo raggiungere le vette più alte nella vita.

In questa lunga storia ci sono stati tantissimi alti (la prima serie, ad esempio, è forse una delle cose che più si avvicina alla perfezione nel genere shonen) ma anche tanti bassi (lo Shippuden dopo la morte di Pain diventa parecchio noioso), con una storia che ad un certo punto perde ritmo e va avanti quasi alla carlona, ma nonostante questo ritengo che il finale sia stato gestito davvero bene dall’autore. La battaglia finale tra Naruto e Sasuke alla fine di una guerra che ha destato in noi lettori parecchi punti interrogativi (il nemico finale Kaguya al posto di Madara è forse l’interrogativo più grosso che ci facciamo) è un continuo rimandare al bellissimo scontro della prima serie e così in un flashback reale i due antagonisti spiegano l’un l’altro le loro ragioni di lotta e di vita, giungendo infine entrambi alla stessa direzione, quella che significa PACE per l’intero mondo dei ninja.

Gli ultimi due capitoli, pubblicati il 10 Novembre sul Jump, segnano così l’happy ending scontato ma tanto atteso: Naruto e Sasuke concludono la loro lotta e tornano amici, portando al termine la lunga guerra mondiale. Infine, proprio nel capitolo 700, vediamo quanto avverrà negli anni successivi a quegli eventi: Naruto è diventato finalmente Hokage realizzando il suo sogno all’interno di un Mondo ormai pacificato.

Finito qui? Non proprio. Naruto tornerà a Dicembre con l’ultimo Oav (film d’animazione giapponese), “The last”, in cui verranno narrate le vicende post conclusione del manga, mentre nella Primavera 2015 giungerà un’ipotetica terza serie composta all’incirca da tre volumi dove verranno approfondite alcune vicende ancora rimaste incompiute (che fine hanno fatto Yamato, Orochimaru e il team Falco?).

Dopo questi ultimi botti, però, giungerà probabilmente la parola fine su questa bellissima storia che ha accompagnato me e tanti altri appassionati in tutto il Mondo per tutti questi anni e dispiace davvero pensare che sia giunta la parola fine…Naruto è stato davvero un amico per noi, una presenza costante e una storia che ci ha tenuto sempre ad emozionarci, entusiasmarci e a volte anche ad annoiarci. Ma il bello di una storia è anche questo, cioè quello di regalare emozioni diverse ad ognuno. Adesso non ci resta che attendere di sfogliare le cartacee ultime pagine del manga che giungeranno all’incirca nel 2015 in Italia per poter poi decretare definitivamente la parola fine a questa bellissima storia.

GRAZIE SETTIMO HOKAGE, GRAZIE NARUTO!!!

Non smettere mai di credere in me stesso e di lottare: è questo il mio credo ninja”

Armando Zavaglia

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