La croce…sanremese

Questa rubrica sanremese nasce per la voglia di fare quattro risate musicalmente. Senza nessuna pretesa di esaustività, ma soltanto con la voglia di divertirsi. Basta cercare i tag Musica e Sanremo su questo sito…settimana dopo settimana aggiorneremo con alcune perle tratte dal blog Ozzapatore, per la rubrica “Sanremostri”.
 
a459_1 La croce...sanremese
Ognuno ha la sua croce. Quella dei telespettatori italiani nel 2000 fu sorbirsi l’ennesimo festival farlocco: quest’edizione vide il trionfo degli Avion Travel che, non ritenuti degni rappresentanti del canzone italiana, scatenarono un putiferio allucinante, con tanto di minaccia d’invalida del verdetto e di intervento del direttore di rete Saccà che promise l’abolizione delle giurie demoscopiche.
Ma il vero caso umano da paginone centrale di Gente fu un altro: il “fenomeno Bonomo”.

 

Contrapponendosi decisamente allo stile “rocchettaro in nome del Signore” di quel genio di Padre Alfonso Maria Parente, il giovanissimo iconoclasta Alessio Bonomo porta sul palco dell’Ariston questo delirio mistico dovuto, presumibilmente, a traumi subiti da bambino durante l’ora di catechismo. A quasi otto anni di distanza, nessuno, tantomeno io, ha ancora capito se La croce fosse un brano geniale o una cagata col botto. Il cantautore napoletano irrompe in scena recitando (letteralmente! Bonomo parla, non canta. Uno stile che può, per certi versi, ricordare i CCCP) su una base musicale ipnotica la sua invettiva contro i falegnami. Più Esorcista o più Esorciccio? Mah, vedete un po’ voi.
 

 

E ognuno ha la sua croce,
ma certe croci sono enormi
ognuno ha la sua croce
ma certe croci vanno in fiamme
ti divorano le spalle
e ti spezzano le gambe
e ognuno è un falegname
e costruisce nuove croci
e le butta sulla gente.
E c’è chi da questo orrendo costruire
ne esce pure vincitore
vincitore sulle spalle
di chi piano piano muore…
Roba da spaccargli un palo in mezzo agli occhi
o da perdonarli
da baciare la terra coi ginocchi
e rimanere… così…
disarmati sotto il cielo
come una lampadina ancora accesa
nonostante sia mattina…
nonostante sia mattina…

 

Più che un palo in mezzo agli occhi Bonomo si diede la zappa sui piedi. Perché terminata l’esibizione la platea era sotto choc. E la stampa aveva finalemente un succulento argomento per animare i dibattiti al Dopofestival (che fino a un minuto prima si pensava sarebbe stato proprio il già citato Padre Alfonso Maria).
Si formarono immediatamente le fazioni pro e contro La croce: chi lo definiva un poeta visionario, chi un incapace in cerca di un po’ di notorietà. A questo proposito tutti i siti pro-Bonomo ricordano che era secondo in lizza per il Premio della Critica, andato a Jenny B a ex-aequo con Lythium. Ma per questo argomento vale il discorso sulle giurie fatto all’inizio del post.
Fatto sta che nella classifica finale l’eretico Alessio arriva quindicesimo. E Padre Alfonso Maria Parente sesto.
Chiesa 1 – Inferno 0.
Ma se è vero, come recita il testo de La croce, che qualcuno butta la sua croce addosso agli altri, quella di Bonomo centrò esattamente la testa del frate rockettaro, che da lì a poco sarebbe finito in carcere per truffa.

Nelle settimane a seguire, le polemiche per l’esibizione di Bonomo ebbero una certa eco.Attirato dalla “fama” del cantautore, nientepopodimenoche Oliviero Toscani si offrì di girare il videoclip del brano. Dopo la pubblicazione, lo stesso anno, dell’album La rosa dei venti, di Bonomo si sono perse le tracce. Purtroppo è introvabile anche il videoclip girato da Toscani e del quale ho veramente vaghi ricordi. Se qualcuno è in grado di descrivercelo è pregato di farsi avanti!
Recentemente è stata annunciata l’uscita di un nuovo cd di inediti. Se ognuno ha la sua croce, allora questa sarà la nostra?
 
Fonte: http://ozappatore.blogspot.it/2007/09/alessio-bonomo-la-croce-2000.html
 

Capolavoro

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