Ivan Ferraro, le 10 ragioni del No al referendum

COMUNICATO STAMPA – Ivan Ferraro, vicesindaco di Luzzi

10 ragioni per il NO

Da Vicesindaco di questo comune, mi corre l’obbligo nei confronti dei cittadini di esprimere il mio parere sul prossimo referendum del 4 dicembre e i motivi che mi spingono ad andare a votare NO, invitando tutti a fare altrettanto.

Ho letto e riletto vantaggi e svantaggi, visto più volte il premier scendere in campo in difesa di quello che secondo lui rappresenterebbe la svolta per la nostra amata Italia, ma sinceramente non riesco a intravedere nulla di positivo in questa riforma che, a parer mio, andrebbe a danneggiare quello che i nostri amati nonni hanno con gran fatica costruito con una delle Costituzioni più belle di tutto il mondo. Penso che nel momento in cui si deve cambiare lo si debba fare in meglio, che i politici che oggi governano debbano essere eletti dal popolo e tengo a ricordare che il nostro premier non è stato eletto, il suo governo sta governando con una legge elettorale, “PORCELLUM”, giudicata incostituzionale, quindi abbiamo a che fare con un parlamento “abusivo”.

Elencherò, dunque, nel dettaglio, le10 ragioni che credo sufficienti a motivare il mio NO:

 

  1. Il Senato non sarà abolito, sarà eliminato il voto dei cittadini. Ad eleggere i senatori saranno i consiglieri regionali, nonostante la Costituzione sancisca all’art. 1 che «la sovranità appartiene al popolo»;
  2. Il nuovo Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica per 7 anni. Così diventerà , in sostanza, un “dopolavoro” per sindaci e consiglieri regionali, gli stessi degli scandali degli anni passati, che godranno di immunità parlamentare;
  3. Il numero di deputati luzzi-300x134 Ivan Ferraro, le 10 ragioni del No al referendumrimarrà di 630, lasciando così una Camera pletorica con le stesse altissime indennità;
  4. Le competenze del Senato resteranno numerose, su diverse materie e molto importanti. come faranno sindaci e consiglieri regionali a coniugare due gravosi ruoli quali quello derivante dal mandato territoriale e dal mandato senatoriale? Vi immaginate un sindaco che fa anche il senatore? Secondo il mio parere finirà per non far bene nè l’uno, né l’altro con un evidentissimo conflitto d’interessi!
  5. Si creerà una sproporzione totale rispetto alla Camera, assolutamente priva di senso: avremo 100 senatori da una parte e 630 deputati dall’altra. I primi eleggeranno due giudici costituzionali, i secondi solo tre, giusto per fare un esempio.
  6. Verrà confermata l’abolizione delle Province, creando sempre più danni sui territori visto che erano essenziali al buon mantenimento di strade, scuole e altri servizi, senza nessuna riduzione di costi. se proprio si doveva riformare qualcosa, perché non partire dalle Regioni?
  7. Il Senato non costituirà un contropotereesterno rispetto alla Camera, non avendo particolari poteri di inchiesta e controllo. Non sono previsti neppure contropoteri interni alla Camera;
  8. Grazie all’Italicum, che garantisce 340 seggi alla Camera a prescindere dai voti ottenuti, si andrà verso un “premierato assoluto” dato che solamente la Camera darà la fiducia, permettendo di fatto ad un governo eletto ad esempio solo con il 25% dei voti, la possibilità di governare un’intera nazione!
  9. La riforma restringerà le possibilità di partecipazionediretta dei cittadini alle scelte politiche; sotto questo punto di vista in questi anni ci stanno abituando bene, dato che ultimamente con la legge elettorale “porcellum” non abbiamo neanche scelto i politici che ci hanno governato..
  10. La riduzione totale dei costi dell’intera riforma sarà minima, nemmeno paragonabile a quanto si otterrebbe dal dimezzamento di deputati e senatori, dato che i nuovi senatori godranno comunque di rimborsi e diarie.

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