Istat/ Spesa sociale 30 euro a testa in Calabria, 280 a Trento

istat1-300x113 Istat/ Spesa sociale 30 euro a testa in Calabria, 280 a Trento

Circa un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) «sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale». Si tratta di un valore – rileva l’Istat nel rapporto annuale presentato oggi – superiore alla media Ue che è del 23,1%. Il rischio povertà riguarda circa 7,5 milioni di individui (12,5% della popolazione). Mentre 1,7 milione di persone (2,9%) si trova in condizione di grave deprivazione si trova 1,7 milione (2,9%) e 1,8 milione (3%) in un’intensità lavorativa molto bassa.

Secondo l’Istat, “dove i servizi pubblici sono in crescita e le condizioni economiche della popolazione consentono il ricorso ai servizi privati, come nel Nord-est, la rete informale (in particolare le donne) riesce maggiormente a contenere i carichi del lavoro di cura, ritraendosi da quelli più onerosi, ma garantendo la vicinanza affettiva attraverso la compagnia e l’accompagnamento. Al contrario, nelle aree in cui gli aiuti pubblici sono meno diffusi, come avviene nel Mezzogiorno, la rete informale è schiacciata sotto il peso delle esigenze degli anziani.

Per l’Istat, la forte sperequazione territoriale dell’offerta di intervento e di servizi sociali da parte dei comuni costituisce un “elemento di particolare criticità”. Ancora una volta si registrano forti squilibri territoriali a sfavore delle regioni del Sud: I cittadini che risiedono al Sud infatti ricevono dai comuni circa un terzo delle risorse erogate nel Nord-est sotto forma di interventi e servizi sociali (si va da un minimo di 30 euro in Calabria a un massimo di 280 euro nella provincia autonoma di Trento). “Nelle regioni del Sud – evidenzia il rapporto – non solo si registrano i valori pro capite più bassi, ma anche la minore compartecipazione alla spesa da parte degli utenti e del Sistema sanitario nazionale”.

Nel 2008 per una persona disabile residente in Italia la spesa media per assistenza è stata di 2.500 euro, oscillando dai 658 euro del Sud ai 5.075 del Nord-est; per l’assistenza agli anziani si va dai 59 euro di spesa media pro capite al Sud ai 165 euro nel Nord-est e per le famiglie con figli l’impegno dei comuni varia dai 47 euro pro-capite del Sud ai 165 del Nord-est. Nel 2009 la quota di bambini che si sono avvalsi di un servizio socio-educativo pubblico è del 13,6%, ma mentre in alcune regioni (Emilia-Romagna, Umbria e Valle d’Aosta) si raggiunge quasi il 30% dei bambini fra 0 e 2 anni, quasi tutte quelle del Mezzogiorno presentano percentuali inferiori al 10%.

Sempre secondo l’Istat, nel corso del 2009, in presenza di una riduzione del 2,4% delle spese complessive, “si nota una certa ricomposizione del bilancio dei comuni, i quali hanno ridotto le spese generali per l’amministrazione, aumentando la quota che va alle attività socio-assistenziali.

Dm Web di De Marco Fabrizio

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here